16 agosto 2009

L'ultimo Cirillo


E mentre rimando la sua fine avventurandomi su di un difficile crinale, in equilibrio tra egoismo (ancora un giorno del suo corpo morbido, soffice ... e bubboso...) e vigile allerta (soffre? Soffre troppo? Ancora qualche goccia di Metacam!!!), ieri mettevo a posto le scartoffie (ma perché diamine lo faccio sempre ad Agosto?!?) e Cirillo, come al solito, mi segue passo passo, per stendersi lunghissimo a pochi centimetri da me, come per dirmi, non dimenticarti, se solo sapessi di cosa...

Ma ecco che, distratto dal caos delle immense carte accumulate, Cirillo scompare. Non è sotto il divano, non è sul letto, non è in cucina, ne in bag... Toh! Si è sistemato nello spazio (momentaneamente) vuoto di uno stipite della sala da pranzo\studio\camera per gli ospiti. Metto mano alla camera e faccio qualche foto. Quello spazio vuoto, desolato, scrostato, non è un efficace pendant della vita?
No, non solo quella di Cirillo, agli sgoccioli, ma quella di tutti noi, forme di vita di passaggio stanche e sole?...

Si consiglia la lettura di questo post ascoltando les demoiselle de Rochefort bande sonore originale.

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bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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