25 febbraio 2014

Le ministre del governo Renzi, il sessismo della stampa e l'eccesso di critica sessista di certi blog.

 Il governo di Renzi, quello che secondo molte concittadine è illegittimo perchè non è votato dal popolo (sic!) è il primo governo della storia repubblicana ad avere un numero pari tra ministri e ministre.
Di questa novità, numerica e statistica, non sembra esseri compiaciuta davvero nessuna.

Non i maschi (di merda), etero come gay, che preferiscono mettere in dubbio, squittendo per la misoginia, propria e altrui, le competenze di questa o quella ministra, come fa Oddifreddi sul suo Blog su Repubblica  sul quale commenta che Marianna Madia ministra della Semplificazione,  ha ottenuto la poltrona perchè è una raccomandata di ferro, ricordando tra le altr4e cose un fidanzamento col figlio del presidente della Repubblica, finito da un pezzo visto, che Madia si è sposata lo scorso anno con un produttore televisivo... A vedere il curriculum di Madia (laurea in scienze politiche, dottorato di ricerca all'Istituto di Studi Avanzati di Lucca, in economia del lavoro) e il suo lavoro in parlamento non mi sembra proprio una inesperta che sta lì solo perchè  figlia di papà come scrive Oddifreddi.


Adesso non metto in dubbio che le ministre possano avere avuto la sedia da ministra per amicizie e conoscenze. Ma se questo è vero per loro può essere altrettanto vero per i maschietti.
Altrimenti, fino a prova contraria, ogni ministra ha le giuste competenze, proprio come i ministri.
Purtroppo a noi (veramente dovrei scrivere a voi) maschietti di merda quando una donna giovane e bella ha un posto di potere allora pensiamo che senz'altro dipende da una raccomandazione (come se i maschi non si facessero raccomandare) o perchè l'ha data perchè nel nostro immaginario collettivo, maschilista e misogino, le donne a quello servono e non hanno competenza alcuna, secondo il luogo comune che le vuole belle s ciocche (non dimenticate gli insulti a Binetti per il suo fisico  e non per le sue "idee").

Naturalmente su faccialibro i maschi cretini fanno a gara per dimostrare chi è più misogino (i froci in primis)  e hanno condiviso le ecolalie dell'ateo* per professione senza nemmeno peritarsi di leggere due note su questo ministro o quella ministra. Insomma Madia non sarà l'unica raccomandata di ferro no?

Per tacere di alcuni commenti, sempre su faccialibro, che diventa ogni giorno smepre di più una fogna,  di donne che accusano le otto ministre di Renzi di essere maschi cioè donne cromosomiche ma maschi perchè sono donne collaborazioniste col fascismo che, si sa è maschile. 
Se non è maschilismo sessista questo...

Mi spiace non potervi linkare i commenti ma essendomi cancellato dalle amicizie di questa perosna non riesco più a vedere il post...

Però quella che nella biografia di un politico si chiama carriera nella biografia di una politica sono raccomandazioni. La solita asimmetria di genere...

A venirgli incontro è Eretica sul Fatto quotidinao, onte cui si è abbeverata anche la blogger Giovanna Cosenza, (vedi oltre) che scrive:
In effetti leggendo qualche nome si resta un po’ perplessi. Per dire: la competenza della Madia esattamente dove risiederebbe?
Dove quel della Madia è squisitamente sessista... e anche Eretica cade nella misoginia maternalistica come quando rimprovera alle ministre e non ai giornalisti che ne hanno scritto parlando delle loro mise:
Pensavano forse di attraversare il red carpet che le portava alla consegna dell’Oscar.
La loro colpa è quella di avere accettato il gioco del govenro
Presentare le ministre in quanto donne, culturalmente identificate, secondo il piddino pensiero, in quanto soggetti deboli, vittime, da tutelare, eccetera, significa che se mai oserai contestare scelte politiche, da loro firmate e promosse, quelle diranno che le stai offendendo perché sono donne. 
Ora le donne sono soggetti deboli nella misura in cui vivono in una società che le discrimina. Non lo sono certo in quanto donne ma perchè discriminate in quanto donne...

E poi l'affondo, davvero delirante:
"Questo vuol dire che le ministre in salsa Pd hanno una duplice funzione: lavano di rosa il grigio per farlo apparire meno scuro e poi fanno da scudo umano, consapevole e corresponsabile, per spostare l’oggetto delle critiche e delle discussioni nel caso in cui il Governosubirà delle contestazioni.  "

Poi sabato il governo ha fatto giuramento e sulla stampa nazionale (quotidiani come corsera Messaggero o Repubblica mica  blog letti da 50 persone come questo) sfoggiano una pratica maschilista e sessista a dir poco rivoltante e negli articoli di politica quando si tratta di parlare delle ministre si dedicano alla loro mise diventando improvvisamente pagine di moda.

Una tradizione che risale all'alba della Repubblica visto che si fece lo stesso quando le 21 deputate della costituente entrarono in aula, in un consesso di 535 uomini eletti...

Insomma il patriarcato è duro a morire e invece di informarci obtorto collo sulle nuove ministre la  stampa ci evince su scarpe e tailleurs perchè dinanzi le donne di cos'altro vuoi parlare?

Adesso è vero che la divisa borghese per i maschi ha molte meno varianti di quella femminile ma perchè non discettare nemmeno un po' sul blu scuro del Versace di Renzi o il gessato di Armani di Alfano, visto tra l'altro che nei giorni scorsi si è parlato dell'abbigliamento troppo disinvoilto di Renzi durante le consultazioni con Napolitano...
E' evidente che si tratta di un tentativo nemmeno troppo velato di relegare le donne a quel femminino fru fru nel quale le vorrebbero sempre far rimanere (come quell'uso ripetuto paternalistico di chiamarle signorine, come fa sempre l'ateo maschilista Oddifreddi,  rivolgendosi così a Madia che invece, guarda un po', è signora...).

Una forma di delegittimazione che ci passa sotto il naso e che per fortuna molte donne denunciano sul blog politica femminile


Putroppo però oggi ho letto un post discutibile, per eccesso di zelo, di Giovanna Cosenza sul suo blog dis.amb.iguando che normalmente è un mio punto di riferimento nella lettura critica di spot e pubblicità progresso.

Cosa dice in sostanza Cosenza ? Che siccome
Fare sessismo significa guardare una persona (...) [e] “definirla” (con parole e/o immagini), per il suo sesso (...) con tutti gli stereotipi che si porta dietro: vestiti, posture, comportamenti, tic vari (...) anche quando lo sguardo – il giudizio, la valorizzazione, la definizione – sono positivi, ( ...) se Renzi mette assieme un governo evidenziando il fatto che metà dei ministri sono donne, sta facendo un’operazione sessista. (i neretti sono nel testo)
In un modo ideale dove la parità tra uomo e donna esiste davvero evidenziare che metà del governo è composto da ministre (frase che mi sembra meno sessista di quella originale...)è sicuramente un fatto sessista.
Visto però che non viviamo in un mondo ideale ma in un mondo nel quale le donne vengono di solito escluse dai posti di potere in quanto donne, notare e anche evidenziare che metà di un governo è composto da ministre non mi sembra sessista, tutt'altro.

Anche perchè viene da chiedersi quale sarebbe stata la giusta alternativa: nominare otto ministre e non evidenziarle? O non nominarle affatto?

Vantarsi di avere nominato otto donne ministro nel proprio governo è sicuramente un modo di mettersi in buona mostra ma non è un atto di sessimo.
Perché Renzi non ha nominato otto donne per qualche presunta loro qualità sessista legata cioè al fatto di essere donne, ma si è solo preoccupato che metà dei ministri fosse donna, scegliendo poi in base a competenze (e convenienze politiche).

Mi chiedo se per Cosenza è sessista anche la legge legge 23 novembre 2012, n. 215 che ha introdotto disposizioni volte a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali...

Cioè mi chiedo se il sessismo stia nel vantarsi di avere nominato otto ministre o nell'aver scelto otto donne come ministre.

Il resto del post analizza gli apparati fotografici prodotti dal governo e critica la foto in cui Presidente del consiglio e presidente della Repubblica. Siamo sempre lì a vantarci e questo non va bene. Ma temo che per Cosenza la cosa vada più in profondità. Infatti Cosenza non critica solamente Renzi e Napolitano ma arriva a chiedersi
soprattutto: perché nessuna delle ministre si è opposta a quella foto di gruppo? Si chiama pinkwashing, si chiama: operazione d’immagine, belletto, superficialità.

Ed ecco l quella parola che mi fa cadere dalla sedia ogni volta che la leggo

Pinkwashing è una forma di marketing-cause cioè un tipo di marketing che vede cooperare una o più imprese con  una organizzazione non-profit.
In inglese ha due significati pertinenti:

     La promozione di beni di consumo e servizi utilizzando il nastro rosa che rappresenta il sostegno alla beneficenza correlata al cancro al seno (nastro rosa)
    Sottolineare la gayfriendevolezza di una azienda (o di uno Stato) nel tentativo di minimizzare o ammorbidire dei suoi aspetti considerato negativo.
 
Si parla, per esempio, di pinkwashing di Israele la cui apertura verso il riconoscimento dei diritti anche alle persone lgbt serve ad occultare i crimini nella politica estera.
Cioè a Israele dei froci non gliene frega niente li usa pe ricrearsi una verginità di stato buono. E, reciproco, i froci sono disposti  a riconsocere a chiunque anche ai cattivi una bontà diffondo solo perchè sostengono i loro diritti.

Questa critica, fatta spesso da sinistra, e molto spesso dalle donne, ha purtroppo su di me un effetto deleterio perchè fa riemergere in un secondo il maschilismo e la misoginia che, in quanto maschio, è presnete anche in me. 
 
Cosenza ha aggiunto un ulteriore tassello a eusta parola cinica e al ocntempo omofoba: anche òle donne, almeno le ministre n carica, sono cretine che in nome di un contentino apparenteenete femminilifriendly accettano dal governo chissà quali nefandezze.
 
Un modo maternalista di vedere le cose ridicolo e moralista come solo il PCI anni cinquanta sapeva fare (quello di Togliatti che criticava Teresa Mattei una delle donne elette in costituente perchè viveva con Bruno Sanguinetti senza essere sposata, lui era giàsposato in Italia. Si sposeranno a Budapest dopo che lui avrà ottenuto lì il divorzio...)

La trovo una critica borghese misera meschina pericolosa e priva di fondamento.
Perchè un diritto è un diritto e il suo riconoscimento non può essere sminuito cercando di farlo leggere come strumento di convenienza politica.

Non a caso Cosenza incolpa, per chi sa quale strana proprietà transitiva, il maschilismo sessista dei giornalisti degli articoli che si soffermano sui vestiti elle ministre (guarda caso scritti tutti da uomini) alle ministre stesse quando scrive:
si chiama: operazione d’immagine, belletto, superficialità. Ancor prima di cominciare. Il che indebolisce le ministre soprattutto, ma anche il governo. Specie se i media abbondano, come ha fatto persino Repubblica, di annotazioni sul vestito, il look, i capelli delle signore. Ancor prima di cominciare.
Ecco vuoi vedere che la colpa di quegli articoli è delle ministre, che se si vestivano più sobriamente, magari in grigio, non davano adito a certi commenti!!!

Questo moralismo d'accato mi fa tremare i polsi perchè dimostra un conformismo femminilista e sessista che mostra i segni di una idiozia alto borghese (Cosenza è docente unversitaria) che per un moralismo tutto di un pezzo smette di pensare e di andare in profondità delle cose.

Peggio perchè non sapendo fare critica politica alle scelte di Renzi si arrampica su indigesti e irricevibili critiche maschiliste maternalistiche** e misogine.

Io dico che oggi c'è da festeggiare che in italia per la prima volta in un governo ci sono otto ministre .
I moralismi d'accatto e offensivi lasciamoli a chi non riesce a capire che la conquista di un diritto va festeggiata sempre e non va mai sminuita non importa qualle sia il prezzo da pagare.

Fosse per Cosenza ed Eretica Renzi avrebbe dovuto dire volevo mettere otto ministre nel governo,ma siccome sarebbe stato sessista, ne ho messe due come al solito.
Ed ecco probabilmente perchè le donne proprio come le persone lgbt non hanno ancora conquistato nulla.

Finché ci sono persone che la pensano come queste due...


Che tristezza.







* Io so che dea è solamente una invenzione umana . Così come so che non c'è nulla dopo la morte.
E credo che solo una malata di mente può davvero credere nell'aldilà o che a noi esseri umani e donnani ci ha fatti dea.
Ciononostante non mi definisco ateo perchè la mia posizione su dea è ancora più radicale.
L'ateo alla domanda dea esiste? risponde con un no avvallando così il senso logico della frase
 Io invece non riconosco significato alcuno a questa domanda e dunque non rispondo perchè per me è una domanda priva di senso.
Perchè dire dea non esiste è già dare dignità, anche se in negativo, a un concetto che non ha alcun significato se non come personaggio di un mondo narrativo.
E noi non ci chiediamo certo se Mattia Pascal esiste...



**Scrive sempre Cosenza
Anche quando dici che donna è bello, che le donne sono più capaci degli uomini, più organizzate, più pragmatiche, e tutti gli ammennicoli di cui molte donne sono le prime a vantarsi, mettendosi da sole in un ghetto ammantato di positività, salvo poi lamentarsene appena si accorgono che le imprigiona.
Cosenza quando dici molte donne stai facendo un commento sessista anche tu...

Nessun commento:

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Etichette

altri blog (41) arte (32) astronomia (1) bollettino ufficiale sullo stato del mio umore (58) capitalismo (1) celentano (1) chez moi (1) chez Tam (3) chez Tam (sans Tam) (1) chiesa (4) cinema (138) classismo (1) co (1) comunicazioni di servizio (26) controinformazione (7) cultura (76) diario (92) dieta (3) diritti (1) dischi di Mina (1) ecologia (30) elezioni (6) eventi (78) femminile dei nomi (1) femminismo (1) festival del film di roma 2009 (3) festival di cinema (1) festival internazionale del fil di Roma 2010 (4) festival internazionale del film di Roma 2009 (9) Festival internazionale del film di Roma 2011 (10) festival internazionale del film di Roma 2012 (2) festival internazionale del film di Roma 2013 (1) Fiction Fest 2009 (2) Fiction Fest 2010 (2) Fiction Fest 2011 (1) Fiction Fest 2012 (1) Ficton Fest 2012 (2) fiilm (2) film (1) foto (5) giornalismo (1) informazione (135) internet (1) kate bush (1) La tigre di Cremona (1) letture (4) libri (12) lingua (1) maschilismo (18) mina (2) Mina Cassiopea (1) mina da 1 a 50 (97) Mina Fan club (1) Mina Mazzini (1) Mina Orione (1) misoginia (5) musica (246) neofascismo (56) netiquette (6) omofobia (6) parigi chez moi (1) patriarcato (2) politica (318) politiche del corpo (202) pregiudizi (1) pubblicità (29) radio (3) razzismo (3) referendum 2011 (1) ricordi (21) ricorrenze (54) sanremo (3) sanremo 2010 (2) scienza (60) scuola (43) sessismo (60) sessismo nella lingua italiana (1) Sony (1) spot (3) star trek (1) storia (126) teatro (36) tecnologia (7) traduzioni (1) transfobia (1) tv (82) video (183) Warner (1) X-factor (1) X-factor 5 (2)