26 ottobre 2013

L'imminente album natalizio di Mina: un altro lavoro inutile e senile.

Lo so, direte, come fai a parlare di un album se ancora non lo hai ascoltato?

Conosco gli sciagurati collaboratori, sempre gli stessi, con i quali Mina ha deciso di isolarsi dal mondo e pontificare da un impalpabile e non più prestigioso eremo svizzero.

E so perciò che anche questo Mina Christmas song book (l'italiano è una opinione...) sarà senile come il precedente 12 songs un album vuoto di ogni contenuto musicale dove l'unica idea uniformante e appiattente è che per fare qualcosa di chic o di classico o, peggio, di colto basta rallentare le canzoni, in realtà uccidendone lo spirito.

Basta sentire lo scempio fatto di classici già da lei interpretati quando faceva ancora la cantante come Fly Me To the Moon, un vero stupro musicale, delitto già commesso in passato con altri album sciagurati come Napoli secondo estratto (soporifero micidiale) o quel disastro musicale che è L'allieva.

Mina Christmas Songbook non sarà da meno Mina è incapace da un pezzo di proporre un brano davvero ritmato. Anche quando sceglie l'orchestra prende un'orchestra moscia, priva di swing (vi ricordate la lentezza esasperante dei fiati di Comeglio di Je so pazzo in Canarino Mannaro?)

Il problema è che i collaboratori che circondando Mina si sono messi in testa che Mina sia una cantante colta, quando Mina è sempre stata ed è una cantante pop.

Non c'è nulla di male ad essere pop. Anzi credo che Mina abbia dimostrato, negli anni settanta e ottanta, a quali livelli possa giungere la musica leggera.

Ma Mina non ha lo spessore interpretativo per fare la cantante Jazz, o per cantare Brecht e Puccini e quando lo fa, lo fa da provinciale, da dilettante, da cantante improvvisata.

Non dovete per forza credere a me, sentite la sua interpretazione di Surabaya Johnny, da Milleluci, completamente priva di spirito, di nerbo (complice l'arrangiamento sbagliatissimo di Gianni Ferrio).



Confrontatela con l'esecuzione di Milva e capirete di cosa parlo.



Non che Mina manchi di pathos, le manca piuttosto la misura intellettuale, lo spirito colto, quella formazione musicale che le consentirebbe di interpretare questi pezzi come vanno interpretati.

Lo dimostrano gli album come Sulla tua bocca lo dirò o Dalla terra che sono inutili e imbarazzanti e che non servono a nulla.

Non portano gli ascoltatori pop verso un genere di musica altro e non portano gli ascoltatori di musica altra verso il pop.

Sono degli ibridi che lasciano il tempo che trovano, dei mostri bicefali destinati a morire già durante il primo ascolto.


Sono degli album privi di Storia, Mina arriva e canta Puccini come fosse uno degli autori sconosciuti che le propone un brano per l'album di inediti, oppure canta gli standard senza misurarsi con chi ha interpretato quei brani prima di lei...
Li incide come fossero interpretazioni prese da concerti dal vivo, una sera va meglio e una sera va peggio... E infatti spaccia gli album per canzoni registrate dal vivo.

Mina che ha ormai superato i settant'anni dovrebbe cominciare a guardare alla sua storia e invece di proporre inutili lagne strascicate sia vocalmente che musicalmente potrebbe regalarci perle del suo immenso repertorio di scarti (che sono scarti per lei ma rimangono perle rispetto il piattume musicale contemporaneo) Itaca, spacciato come inedito del prossimo album (ma per cortesia!?!?!) lo dimostra ampiamente.


Purtroppo da quando Mina si è messa nelle mani dei manager e non più in quelle dei musicisti sforna miseri progetti commerciali a prezzi salatissimi: 12 songbook a 24.50 euro - ma siamo impazziti? - in edizioni de luxe irraggiungibili (12 diverse edizioni del cd... più una tredicesima ufficiale) per tacere della assurda doppia versione di Piccolino, quella evidentemente per sfigati con 10 pezzi  a 21 euro e quella per ricchi con 14 pezzi - e tra i 4 in più c'è l'unica vera canzone ascoltabile dell'album che è quella perla di Rattarira di Genovese, padre e figlio - a 25 euro.

Anche Mina Christmas Songbook avrà una precisa strategia di marketing, immorale e da commerciante.

Sarà pubblicato come Cd standard (con il booklet con le informazioni relative ai brani e le tavole di Cavazzano), nella versione Cd + libro (con in aggiunta le storie disegnate dallo storico illustratore Disney e i testi completi delle canzoni) e in Box Deluxe, contenente un vinile, un fascicolo con le ricerche storiche e le tavole illustrate da Giorgio Cavazzano in formato da collezione.

E le canzoni, come saranno?

Lente, inascoltabili, noiose, inutili.

Mi auguro di essere smentito ma conosco la mia polla.

E lei conosce noi visto che ci rifila i suoi compitini senili vendendoli a caro prezzo (come l'inutile cofanetto di dvd dove devi per forza ricomprare dvd già editi e riediti con qualche aggiunta per titillare le tasche dei fan, ma che schifo, che sfruttamento immane in tempi di crisi ma che strategia da negoziante...).

Ho smesso di comprare Mina e mi degnerò di ricomprarla quando ci venderà canzoni  e non libri, pappine e putipù.

Che vada in malora.

Lei e quei mercanti nel tempio della musica che l'hanno trasformata in una gallina dalle uova d'oro.
Sempre dal culo escono però e puzzano spesso di merda.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buonasera Signor Paesano, il miglior regalo che possa fare Mina alla musica italiana, è quello che possa definitivamente sparire dalla scena musicale.La voce di Mina non è eccezionale(il panorama musicale nostrano è pieno di belle voci,con una tecnica e una espressività vocale superiore a quella di Mina,capaci di suscitare emozioni superiori a Mina ma per un non ben precisato motivo, questa tipa è stata identificata come il non plus ultra della musica leggera italiana.Ora, passi che per Vincenzo Mollica tutti gli album natalizi di Mina sono bellissimi, stupendi e imperdibili ma, buon Dio,siamo seri...
anna maria mangia

Alessandro Paesano ha detto...

Non ho mai detto che la voce di Mina non sia eccezionale, e se devo cercare voci alternative devo guardare fuori d'Italia (a dire il vero fuori d'Europa).

Tra l'altro quel che fa grande una artista non è la voce ma l'interpretazione e Mina quando ancora cantava davvero aveva sei sette diversi registri interpretativi e nessun'alta cantante al mondo ne ha mai avuti altrettanti.

Quindi non posso sottoscrivere il suo giudizio dato senza alcuna spiegazione. Mi dispiace che il mio post, nel quale dico tutt'altro, l'abbia fatta sentire autorizzata a dare giudizi così superficiali e non argomentati su quella che rimane a tutti gli effetti, se ne faccia un ragione, la più grande cantante della canzone italiana.

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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