17 febbraio 2012

Oggi la Marchesa m'è venuta a trovare!

E' un po' che non parlo di Lei, qui almeno. Con gli amici mi capita ancora spesso. Il fatto che non ne parli qui non vuol dire che non ci pensi. Anzi non è giusto nemmeno dire che ci penso. Frances è in me, sempre. In tutto il percorso di vita che ho fatto con lei. Per quel cammino io, almeno un poco, sono Frances.

Quando dico che la penso intendo dire che per un dettaglio anche minimo del presente mi torna in mente un momento del nostro passato assieme.
A volte il ricordo improvviso è tenero e mesto, altre impetuoso e devastante.
Così l'altro giorno, mentre camminavo per andare a teatro, vedo il manifesto pubblicitario di uno spettacolo dal titolo Bambole non c'è un euro! mutuato evidentemente da un glorioso spettacolo tv dal titolo Bambole, non c'è una Lira!, con Tino Scotti. Frances avrebbe voluto rivederlo ma non siamo mai riusciti a trovarlo in rete. E con un effetto improvviso e devastante l'angoscia mi assale mentre constato che, ormai, Frances quel programma non lo rivedrà mai...  Sono rare però le volte che la memoria di Frances irrompe a gamba tesa ricordandomi della sua assenza, del fatto che non ci sia più. Non c'è più  non è un giro di parole per non dire è morta, è che la parola morte non esprime davvero quello che succede alla gente quando muore, che cioè sparisce, viene cancellata, le viene impedito di continuare a vedere il mondo che tu vedi ancora...
Spessissimo mi accade di sentire una canzone, vedere un film, un quadro, leggere un libro, un articolo e pensare che sicuramente quello a Frances sarebbe (o no) piaciuto. Con tenera convinzione mi verrebbe voglia di chiederglielo se fosse possibile.
Anzi spesso ho pensato di inaugurare una rubrica, qui su Paesaniniland, dal titolo quel che non hai visto perchè non ci sei più (o qualcosa del genere) dove elencavo tutte le cose del mondo che notavo mentre lo guardavo coi suoi occhi.
Mai inaugurata.
Stamani, mentre aspetto che il caffè americano scenda nella caraffa, sì quel caffè che scopersi a Parigi con lei nel 1987, e che da allora non ho mai abbandonato, apro come di consueto Facebook e fra gli amici che potrei conoscere che ogni giorno faccialibro mi propone chi fa capolino?

Frances!


Cucù.

Toh. Su Faccialibro io e Frances non siamo amici! Questo dovrebbe dire una parola definitiva sull'attendibilità di questo social network che è comodo per rimanere in contatto con le persone che non frequenti altrimenti ma che nulla dice della vita reale con le persone che vedi... Infatti io Frances la vedevo non ci chattavo sulla rete...

Certo mantenere attivo un profilo dopo più di tre anni di inattività... complimenti Facebook! Fra qualche decennio quando i più attempati dei tuoi iscritti, come me, non ci saranno più, a girare fra i tuoi profili non bisognerà più difendersi solo dai fake...

Ciao bella marchesa! Ci manchi tanto! Un saluto commosso a te e a tutti gli altri, tutte le altre, cui manchi e, lo sappiamo, siamo in tante!

4 commenti:

Herm ha detto...

Se Lei vive in te puoi sempre pensare di andarci allo spettacolo in qualche modo lei lo avrà visto!
Del resto, ti sembra una coincidenza il saluto su FB?
Le coincidenze non esistono!
Un abbraccio
Herm
PS: Dove fanno lo spettacolo?

Alessandro Paesano ha detto...

Anche io non credo alle coincidenze. O, meglio, anche se lo sono, le coincidenze ti dicono sempre qualcosa...

Lo spettacolo lo fanno al Salone Margherita, con Pippo Franco, come dire non proprio Tino Scotti...

Fiore ha detto...

mi commuove come Frances ti accompagna ogni giorno anche in momenti inaspettati, e non scrivo "il ricordo di Frances" perchè capisco da come scrivi che lei ti sta accanto e ti ricorda di lei con quello che ti accade e vedi intorno a te.
a me succede la stessa cosa con un uomo che ho tanto amato forse di più quando le nostre strade si sono divise. a volte mio scoppia nel cuore nei momenti più disparati,riconoscendo i suoi baffi su un manichino di una vetrina che stavo guardando distrattamente, nell oroscopo del suo segno zodiacale mandato sui piccoli televisori degli autobus o in una strofa di una canzone che sento alla radio di un bar mentre prendo un caffè. a volte mi fa sorridere mi rassicura, altre mi ferisce e mi denuncia sfacciato la sua assenza fisica... mi è venuto da commentare tutto d un fiato come mi sono sentito a leggere il tuo post

Alessandro Paesano ha detto...

Ciao Fiore! Ci conosciamo?
Il tuo commento mi ha emozionato. Capisco bene quello che hai provato e provi per questo uomo.

Anche se le vostre strade si sono separate non vuol dire che tu non possa parlargli e dirgli quello che è stato ed è per te, non per coltivare il passato ma per riconoscere l'importanza che lui ha nella tua vita.
Così, forse, la prossima volta che la sua assenza nella tua vita ti farà male al cuore pensando che lui lo sa quel dolore ti farà sentire meno solo.
Non c'è niente di più triste di un dolore ignorato.
Un abbraccio.

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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