5 gennaio 2012

Il "cimitero dei feti" a Roma: un orrore ideologico


Il vice sindaco Sveva Belviso ha inaugurato nel cimitero Laurentino il "Giardino degli angeli", un'area di 600 metri quadrati dedicata alla sepoltura di quei bimbi che non sono mai venuti alla luce a causa di un'interruzione di gravidanza.
(Repubblica in un articolo intitolato Laurentino, inaugurato il cimitero dei feti).


Non pensavo di leggere un articolo scritto con tanto odio contro le donne e il proprio diritto all'autodeterminazione.

Un articolo senza firma (o almeno io non sono riuscito a trovarla) nel quale si accostano cose diversissime con l'unico scopo di colpevolizzare le donne.

E' il "Giardino degli Angeli", uno spazio nel cimitero Laurentino voluto dal Campidoglio per i piccoli che non sono venuto [sic] alla luce "a causa di un'interruzione di gravidanza spontanea o terapeutica", ha detto il vice sindaco di Roma, Sveva Belviso
Intanto mettere sullo stesso piano aborti spontanei della gravidanza e aborti terapeutici è già una operazione ideologica e colpevolizzante.

Colpevolizzante perchè mette sullo stesso piano le donne buone che hanno abortito non per loro volontà e quelle cattive che per scelta hanno deciso di abortire.

Allla vicesindaco Belviso non interessano evidentemente le mamme, le donne, ma i feti, gli embrioni, equiparati in tutto l'articolo a un bambino:
[La nuova area cimiteriale] risponde all'esigenza di dare un luogo di sepoltura ai corpi dei bambini mai nati che senza una richiesta esplicita vengono smaltiti alla stregua di rifiuti ospedalieri speciali nelle discariche (Repubblica)
Corpi di bambini mai nati ecco come vengono descritti feti ed embrioni.

Certo ci vuole fegato a chiamare un embrione (fino all'8 settimana) o un feto (oltre l'8 settimana) BIMBO mettendo insieme cose diverse per dinamica e cause.

1) se l'aborto è volontario la legge stabilisce chiaramente il limite oltre il quale non è consentita l'interruzione di gravidanza, a 12 settimane.

Per motivi medici se la vita della madre è in pericolo la legge consente il superamento di tale limite. Rimane un limite superiore che nella legge del 1978 era di 23 settimane e oggi è scesa a 21 settimane (grazie alle conquiste medico tecnologiche) entro le quali il feto - potendo sopravvivere fuori dall'utero - non si abortisce ma lo si fa nascere e crescere nell'incubatrice.

Quello che l'articolo non dice e la vicesindaco si guarda bene dal dire è che la definizione bambini mai nati non ha alcuna dimensione legale.

L’art. 74 del Regio Decreto 09.07.1939 n. 1238 definisce nati-morti i bambini che abbiano superato le 28 settimane di gestazione al momento del parto.

Per tutti i feti abortiti precedentemente vale il regolamento di polizia D.P.R. 10/09/1990 n. 285, che nell'articolo 7 riporta i seguenti commi,


2. Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all'ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall'unità sanitaria locale.

3.A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.

4. Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.

Dunque la legge vigente già permette ai genitori che ne fanno richiesta il seppellimento in cimitero anche per i feti sotto le 20 settimane di gestazione (limite sopra il quale tutti i prodotti di aborto sono seppelliti)  quindi non è affatto vero quel che afferma la vicesindaco quando dice: 

Il progetto (...)  vuole dare una risposta a quei genitori che non hanno potuto vedere il loro bambino ma che possono sentire la necessità di dare al corpicino una degna sepoltura, anche perché altrimenti questi piccoli feti vengono smaltiti a Malagrotta come rifiuto ospedaliero.

Peccato che come rifiuti speciali, nessun embrione e nessun feto vengono portati a Malagrotta perchè la discarica non è provvista dei necessari termovalorizzatori per rifiuti speciali bensì all'impianto di Ponte Valnone l'unico impianto nel Lazio capace di smaltire i rifiuti ospedalieri speciali (tra cui anche gli embrioni e i feti fino al terzo mese).

Belviso precisa anche che
I genitori non sono comunque obbligati alla manutenzione perché si deve rispettare anche la necessità di alcuni del momento del distacco. Questo spazio, comunque, c'è stato anche richiesto da alcune mamme.

Grazie al cazzo che i genitori non sono obbligati, in quanto la legge lo obliga solo dopo che il feto ha 20 settimane... consetendolo, per chi vuole, ai feti di settimane di gestazione inferiori.

Quindi lungi dal consentire una cosa che la legge italiana già consente, questo provvedimento, fatto con i soldi dei contribuenti, serve solo per allestire uno spazio che
costituisce un monumento contro l'aborto evidenziando i feti abortiti con uno spazio loro dedicato.
La decisione, poi, è chiaramente di provenienza altra se la vicesindaco ammette che Questo spazio, comunque, c'è stato anche richiesto da alcune mamme. 

Anche vuol dire che la richiesta non è venuta solo da loro ma anche da preti, politici, sostenitori dell'etica cattolica.

Tutti maschi per la maggior parte che prendono decisioni su un corpo, quello delle donne, che non sarà mai il loro o quello dei loro simil


Un giornalista vero queste cose le avrebbe scoperte come ho fatto io, che sono solo un blogger, leggiucchiando sulla rete.

Ma vuoi mettere riportare la notizia stigmatizzando l'aborto e chi lo pratica, contribuendo allo stigma voluto da un provvedimento tra i più fascisti della storia d'Italia?

1 commento:

Herm ha detto...

...e non hai visto la striscia di Giuliano Ferrara in merito!!!
:(
Herm

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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