23 febbraio 2011

Sanctum 3d


E così ho visto Sanctum in 3D al The Space (ex Warner Moderno), film spacciato per un film da James Cameron (che è solamente uno dei produttori esecutivi) ma diretto dallo sconosciuto regista australiano Alister Grierson.

Il film è girato usando la tecnologia 3D sviluppata da Cameron per Avatar. Film a low-budget (solamente 30 milioni di dollari) vede come protagonisti un padre speleologo (Richard Roxburgh, sì, proprio il duca di Moulin Rouge) e di suo figlio (Rhys Wakefield, classica faccia da asutraliano slavatino).
Classico film claustrofobico che coniuga gli abissi con le grotte. Nulla di nuovo nel film, non che lo prometta, ma qualche ripresa in 3d vale la pena di esser vista. due le cose che ho notato.
1) i due personaggi femminili del film, nonostante siano esperte, la prima in immersioni, la seconda in scalate montanare, in quando donne, vanno in panico e muoiono.
Commettono cioè degli errori che il loro status di esperte non dovrebbe far commettere loro, ma, sembra dire il film, si sa, sono donne.
Così quando la scalatrice deve attraversare uno stretto passaggio sott'acqua, lo speleologo le dice di passare per ultima perchè se passi prima e ti fai prendere dal panico chi sta dentro di te è destinato a morire. Il panico non le prende in quel frangente, ma dopo, quando, mentre scende con una corda (se è scalatrice dovrebbe saperlo fare a occhi chiusi...) le se impigliano i capelli (ah queste donne e i loro lunghi capelli) e lei, non sopportando il dolore (sic!) mette mano al coltello e invece dei capelli taglia la corda che la tiene sospesa (ma che distratta!!!) e precipita nella pozza d'acqua, morendo.
La morte. Già
La prima che si vede, per annegamento è quella dell'esperta in immersioni la quale, rimasta senza respiratore, condivide quello dello speleologo, ma il panico glielo fa tenere tutto per sé e l'uomo è costretto ad allontanarla. La donna allora prova a respirare l'acqua, fa due tentativi e poi rimane così, con la bocca aperta, morta, come un pesce.
Una scena di una certa efficacia nonostante sia girata con un certo gusto per il macabro.
Inutile dirvi che si salverà solo il figlio dello speleologo (OPS SPOILER!). ci sono altre due morti ...eutanasiche. Prima quella di un autoctono delle caverne che si fa rimbalzando quattro pareti rocciose e finisce sott'acqua per rispuntare vivo (!?!?) qualche minuto più tardi. E siccome non c'è morfina e ha una guancia dilacerata (e dunque non può usare il respiratore) e tutte le ossa rotte  gli si alleviano le sofferenze annegandolo!!!
Stessa sorte toccherà alla fine allo speleologo, affogato per mano del suo stesso figliolo (che peccato, proprio quando questi si era reso conto che il padre non era il pezzo di merda che credeva che fosse).
Insomma Fantozzi direbbe una merdaccia di film. O no?

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bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
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