3 agosto 2010

LuigiBignami e il Big Bang

Di Bignami ho già avuto modo di parlare nel 2007, quando, sempre sulle pagine di Repubblica si occupò di origini genetiche (sic!) dell'omosessualità.

Oggi torno a parlarne per un suo articolo(sic!)sulla teoria del Big Bang.
L'articolo si intitola
Nessun Big Bang, nessuna fine Una nuova teoria per l'Universo ed è pubblicato sotto la voce "Astronomia" (Cosmologia sarebbe stato meglio, ma non voglio fare il pignolo...).
Ecco l'articolo
NESSUN inizio, nessuna fine, ma un Universo in continua evoluzione, dove massa, tempo e spazio possono convertirsi l'uno nell'altro. Un Universo dunque, senza Big Bang e senza fine. Questo è il cosmo in cui viviamo, così come lo ha concepito e definito Wun-Yi Shu della National Tsing Hua University di Taiwan, che permette di risolvere molti problemi ancora aperti della teoria oggi comunemente accettata, che vuole che l'Universo in cui viviamo sia nato dal Big Bang.

Nell'Universo di Shu sono quattro gli elementi in contrasto con l'attuale teoria dell'evoluzione del cosmo e che ne danno una nuova visione.
Evoluzione? Il Big Bang è principalmente una teoria sulle origini dell'universo, non sulla sua evoluzione Termine non usato dai cosmologi...
Il primo: la velocità della luce e la "costante gravitazionale" non sono costanti, ma variano con il tempo.
Allora non sono gli elementi ad essere in contrasto con la teoria del big bang. Perchè questi elementi non sono dati di fatto ma elementi della nuova teoria. Una frase in italiano migliore sarebbe stata: "Nell'Universo di Shu ci sono quattro ipotesi nuove, che si allontanano non solamente dal Big Bang ma anche dalla relatività di Einstein e dalla fisica oggi conosciuta"

Infatti c la velocità della luce per Einstein è una costante mentre G la costante gravitazionale è tale sin dai tempi di Newton che per primo la postulò.
Il secondo: il tempo non ha avuto né inizio, né fine, quindi non c'è stato alcun Big Bang.
Ora il Big Bang postula un inzio del tempo, ma non una fine, quindi non si sa dicosa Bignami stia parlando...
Il terzo: la sezione spaziale dell'Universo è paragonabile ad una sfera a più di tre dimensioni,
La ...sezione spaziale?!?! Che vuol dire? La componente spaziale forse? Sezione dà l'idea di una parte e non del tutto...
In realtà già con Eisntein l'universo detto anche cronotopo è composto da 4 dimensioni, le tre spaziali che conosciamo e quella temporale.
un'immagine inconcepibile con la fantasia umana, ma che si spiega solo matematicamente.
Il quarto, infine: l'Universo vede momenti di accelerazione e decelerazione nella sua espansione.
L'ipotesi di Shu vede da una nuova prospettiva le entità che stanno alla base dell'Universo,
Le entità?


in quanto il tempo e lo spazio si possono convertire l'uno nell'altro con la velocità della luce come fattore di conversione. La massa e la lunghezza sono anch'esse intercambiabili: la conversione dipende dalla "costante gravitazionale", che è variabile nel tempo, e dalla velocità della luce, anch'essa variabile. Secondo questa nuova complessa visione, quando l'Universo è in espansione il tempo si converte in spazio e la massa in lunghezza. Quando l'Universo si contrae avviene il contrario.
"Nella mia visione dell'Universo la velocità della luce è un fattore di conversione tra il tempo e lo spazio, in quanto è semplicemente una delle proprietà della geometria dello spazio-tempo", spiega Shu, il quale continua: "Poiché l'Universo è in espansione si può ipotizzare che in fattore di conversione vari in rapporto a tale espansione e dunque la velocità della luce varia con il tempo cosmico".
Questa nuova concezione del cosmo in cui viviamo, tra l'altro, dà modo di spiegare la sua espansione senza ricorrere all'"energia oscura" che, secondo i canoni attuali, compone il 73% dell'Universo (il 23% è materia oscura e solo il 4% è materia ordinaria, quella di cui sono composte le stelle, i pianeti e tutto l'Universo visibile). Dell'energia oscura non si sa nulla e rimane il più grande mistero per gli scienziati.
Alcune critiche, tuttavia, sono già state mosse alla nuova teoria. Le più vigorose vengono da Michael Drinkwater, astronomo alla Univesity of Queelsland, il quale sottolinea come vi siano numerose prove che la velocità della luce è costante e non cambia con il tempo come sostiene Shu. La quantità di idrogeno, elio e altri elementi presenti nell'Universo, inoltre, sono coerenti con la nascita dell'Universo attraverso il Big Bang. Un'altra problematica riguarda la "radiazione cosmica di fondo" che, nel modello del Big Bang, corrisponde alla radiazione residua delle fasi iniziali della creazione dell'Universo e ne è considerata una conferma chiave. Shu è consapevole di queste controversie, ma secondo l'astrofisico è solo una questione di tempo e anch'esse troveranno una spiegazione nell'Universo infinito.
Voi ci capite qualcosa? Io no. Bignami dà per scontate troppe cose (chi non conosce un po' il big bang non sa perchè La quantità di idrogeno, elio e altri elementi presenti nell'Universo, inoltre, sono coerenti con la nascita dell'Universo attraverso il Big Bang né perchè la "radiazione cosmica di fondo" (...) nel modello del Big Bang, corrisponde alla radiazione residua delle fasi iniziali della creazione dell'Universo e ne è considerata una conferma chiave e, soprattutto, non spiega bene i vantaggi di questa teoria in confronto ai grossi cambiamenti che impone (rendere variabili ce G non è cosa da poco conto) e se questo è il prezzoda pagare per non ricorrere all'"energia oscura" che, secondo i canoni attuali, compone il 73% dell'Universo (il 23% è materia oscura e solo il 4% è materia ordinaria, quella di cui sono composte le stelle, i pianeti e tutto l'Universo visibile) concetti che Bignami si guarda bene dallo spiegare, forse il gioco non vale la candela.
In ogni caso c'è qualcosa che non mi convince... senza pensare che, come al suo solito,non offre uno straccio di fonte, o di approfondimento (nè spiega se le dichiarazioni dello scienziato siano state prese direttamente da lui o da qualche altra fonte...).

Faccio un veloce girosulla rete allora e trovo questo post.

Il Big Bang è uno dei pochi eventi astrofici che è diventato conosciuto in tutto il mondo, ed ha ormai un posto speciale nella nostra cultura. Spesso frainteso, attaccato, usato, giusto o sbagliato che si dimostri nel tempo, è comunque una pietra miliare della storia del nostro pensiero scientifico. Ad oggi comunque, ha un consenso scientifico enorme, e resta la migliore spiegazione per l’origine dell’Universo, e la sua espansione.
Vedete? Non parla di evoluzione
Tuttavia come nel caso di qualsiasi teoria scientifica che si rispetti, non è mai scritta nella pietra, ed il dibattito continua sempre,con nuove interpretazioni, possibili modelli, e altri esperimenti, che cercano di dar ragione a tutti i dati che abbiamo negli anni raccolto riguardo alla natura del nostro universo.

Ed è qui che si inserisce l’affascinante lavoro di Wun-Yi Shu, della National Tsing Hua University in Taiwan. Shu ha sviluppato un innovativa nuova descrizione dell’Universo, in cui i ruoli del tempo, lo spazio e la massa sono legati in un diverso diverso tipo di relatività.

L’idea di Shu è che il tempo e lo spazio non sono entità indipendenti ma possono essere convertiti, avanti ed indietro tra di loro. In questa formulazione della geografia dello spazio-tempo, la velocità della luce è semplicemente il fattore di conversione tra i due. In maniera simile, la massa e la lunghezza sono intercambiabili in una relazione in cui il fattore di conversione dipende sia dalla costante gravitazionale G, che la velocità della luce, nessuna delle quali però è necessitata ad essere costatante.

Quindi man mano che l’Universo si espande, la massa ed il tempo sono convertiti in lunghezza e spazio, e viceversa quando si contrae.

L’universo, cosi, non ha un inizio o una fine, ma semplicemente periodi alterni di espansione e contrazione.
Ecco da dove Bignami ha preso lafine del tempo si parla di fine dell'universo (a seconda della potenza della sua espansione, infatti, secondo il Big Bang, l'universo può espandersi all'infinito o tornarea contrarsi e collassare in un Big Crush (di qui la sua fine... eventualmente anche del tempo...)
Infatti, Shu spiega che nel suo modello, le singolarità non esistono.
Proprio da una singolarità sarebbe nato l'unioverso secondo il Big Bang...
Sarebbe facile trascurare questo modello come uno dei tanti tirati da qualche cosmologo pazzo. Invece la cosa pazzesca avviene quando si guarda alle previsioni che questo modello cosmologico fa.

Durante un periodo di espansione, un osservatore in questo universo vedrebbe uno strano tipo di cambio nel red-shift di oggetti molto luminosi come le Supernove di tipo I, man mano che accelerano allontanandosi. A quanto pare, spiega Shu, queste previsioni sono compatibili con le osservazioni fatte dai astronomi qui sulla Terra.

Questo tipo di accelerazione è una caratteristica ordinaria nell’Universo di Shu.

Quest’idea è in fortissimo contrasto con svariati modelli dell’Universo basati sul Big Bang. Da quando l’accelerazione dell’espansione dell’Universo è stata scoperta, i cosmologi hanno fatto dei tripli salti mortali per cercare di contorcere le leggi della fisica in modo da spiegare ciò che stavano osservando, alla luce dei modelli esistenti.
Se l'espansione deriva da un'antica esplosione l'espansione può solo decellerare e non accellerare...
L’idea più comune che è emersa è che l’universo è pieno di energia oscura che sta forzando l’universo, facendolo espandere ad una percentuale in incremento. Perché questo modello funzioni, l’energia oscura deve costituire fino al 75% dell’energia-massa dell’Universo e deve aumentare ad una percentuale fantastica.
L'energiaèoscura perchè, pur mai osservata (nè osservabile...)serve per rendere le osservazioni coerenti con il modello interpretativo del big bang...

Ma c’è un prezzo da pagare per quest’idea: Tutto questo comporta alcune difficoltà legate alla legge della conservazione dell’energia.(Anche se in verità si tratta di problemi relativi al fatto che la teoria della relatività generale definisce la totale energia dell’Universo, ed è una posizione che non comporta problemi sul piano della conservazione locale dell’energia)

Ma se da una parte, spiegare l’accelerazione dell’espansione dell’universo, tramite l’energia oscura, comporta difficoltà collegate alla legge della conservazione dell’energia, nel caso del modello cosmologico di Shu, non ci sono problemi.

Questo ovviamente non significa che la teoria di Shu funziona perfettamente. Anzi. Ha ancora delle lacune molto grandi. Per esempio, non riesce a spiegare l’esistenza e la struttura della radiazione cosmica di fondo (Cosmic Microwave Background Radiation), quella che gli astrofisici spiegano come l’eco del Big Bang, ed è per molti la prova più forte a favore del modello Big Bang. E finché un’altra teoria non riuscirà a spiegare il CMB, insieme alle oscillazioni acustiche barioniche, non potrà in verità competere sullo stesso piano del modello del Big Bang.

Tuttavia il lavoro di Shu è comunque molto affascinante e permette una riflessione inedita sul modo in cui pensiamo il nostro Universo. Probabilmente Shu sta già lavorando a varie aggiunte riguardo al CMB, ma restano comunque dei grandi ostacoli prima che il nuovo modello possa guadagnare in trazione all’interno del mondo scientifico. Il suo approccio può anche spiegare le osservazioni riguardo alle Supernove di Tipo-I, senza creare difficoltà con la legge della conservazione dell’energia, ma in cambio dobbiamo rinunciare a tutto quanto il modello del Big Bang, inclusa la costanza della velocità della luce, accettando in cambio una vasta serie di nuovi potenziali fenomeni legati alla relazione tra massa spazio e tempo, per cui manca ancora sia una spiegazione che una qualsiasi prova.


Giusta o sbagliata che sia, sarà messa alla prova, e con l’arrivo di nuovi dati da missioni come Planck, o da laboratori come l’LHC,e FermiLab si potrà assistere magari a interessanti sviluppi.

Intanto il dibattito rimane sempre acceso.

A tutti gli appassionati di fisica, e che non hanno problemi con un linguaggio più tecnico, consiglio la lettura diretta della ricerca pubblicata gratuitamente da Shu.

Insomma si capisce qualcosa di più manonvi pare che, per la sintassi, questo post sia la traduzione di un articolo scritto magari in inglese?
Infatti basta leggere i post che il nostro cita alla fine del suo per ritrovare ampi brani del post italiano.
Ma, sorpresa! Troviamo anche la fonte (una delle) dell'articolo di Bignami.

3) the spatial section of the universe is a 3-sphere,


ricordate? Bignami la traduce con la sezione spaziale dell'Universo è paragonabile ad una sfera a più di tre dimensioniperchè più di tre??? 3-sphere vuol dire sfera a 3 dimensioni... E sì si tratta davvero della sezione dell'universo per capire che forma ha (contro varie altre teorie sulla geometria dell'universo che parlano di un geoide o di forme più complesse come quella di una sella...).

Al di là di tutto, l'articolo di bignami a chi serve ? A nessuno. Non a chi
ha una alfabetizzazione scinetifica base, come quella che posso avere io, cuiquestoarticolonulla dice, nè vieppiù, quelli che non ne sanno nulla e che continueranno a sentirsi ignoranti anche perchè Bignami dà per scontate troppe cose... contribuiendo solo a descrivere l'universo come un posto misterioso... come dire non proprio un approccio scientifico... Sarà un caso che oggi anche riviste una volta serie come Le scienze o L'astronomia pubblicano articoli sensazionalistici?

La divulgazione scientifica in italia stinks, come tutto il resto d'altronde...

Nessun commento:

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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