19 agosto 2010

E' morto Kossiga

Ecco il mio piccolo contributo per provare a capire chi fosse Cossiga. Non spiegherò il portato storico del senatore a vita mi limiterò a un suo recente intervento per ribadirne l'umanità inesistente.
Non riporto la nota intervista rilasciata a Il giorno\Il Resto del Carlino\La Nazione il 23 ottobre 2008, ma la meno nota, ma altrettanto agghiacciante, dichiarazione di voto di Cossiga per la Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º  settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di  istruzione e università:

COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà, presidente Cossiga.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente,  signor Ministro, signori senatori, credo che tutti in quest'Aula  sappiano che io non ho mai votato per il partito dell'onorevole  Berlusconi. Anche alle ultime elezioni ho votato per il PD perché  purtroppo il PCI non c'è più. Ho votato per il PD, ma non capisco più  che cosa sia, salvo che mi rechi a New York per sentire Veltroni che fa  propaganda per Obama. Per me votare questa legge è quindi già una  deviazione, ma spiegherò perché la voto. (Applausi dal Gruppo PdL).

Signor Ministro, io ho letto solo fuggevolmente il testo del decreto... (Commenti dai banchi dell'opposizione).


GRAMAZIO (PdL). Stai zitto! (Richiami del Presidente).


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ma lasciate interrompere...


PRESIDENTE.Colleghi, invito al silenzio sia la maggioranza che l'opposizione per rispetto nei confronti del presidente Cossiga.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Signor Presidente,  mi scusi, ma quando ero deputato e Aldo Moro fece un nobile discorso  approvando l'intervento americano in Vietnam, io feci a pugni e l'amico  Pajetta mi diede un pugno in piena faccia. Quindi, torniamo ai vecchi  tempi! (Applausi dal Gruppo PdL). Per esempio, un pugno dal  Capogruppo del PD lo gradirei, devo dire onestamente. Pajetta era però  più cattivo e non so se lei sappia fare a pugni.


PRESIDENTE. Prego, presidente Cossiga, prosegua nel suo intervento.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Sì, signor Presidente, volevo solo chiarire perché ho fatto a pugni.


Signor Ministro, ho letto fuggevolmente il testo  del decreto-legge, solo per accertarmi delle ragioni della vasta  protesta degli studenti universitari, non convinto dalle parole che ieri  Umberto Eco ha pronunziato dando loro dei perfetti imbecilli, dicendo:  «Voi non capite che state lottando per i baroni e non per voi stessi».  Ma Umberto Eco è notoriamente di destra. (Ilarità dal Gruppo PdL).

Di fronte alla vasta protesta degli studenti  universitari, dei ricercatori e di quelli contro i quali un tempo gli  studenti protestavano, cioè i baroni universitari, ho voluto vedere se  il decreto-legge contenesse qualche disposizione sull'università. L'ho  letto, l'ho riletto, l'ho fatto leggere ai miei collaboratori: niente. E  sono stato contento, perché questa è una forte confutazione della  teoria dello zero e della teoria del nulla: si può manifestare anche  contro lo zero e contro il nulla.


SOLIANI (PD). È la legge n. 133, Presidente!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Voterò a favore della legge di conversione per tre motivi che esporrò brevemente.

Signor Presidente, siccome sono notoriamente logorroico, quando lei crede mi tolga pure la parola.


PRESIDENTE. Vorrei evitare di farlo, Presidente. Mi auguro che il suo intervento sia contenuto nei dieci minuti.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Lo faccia pure,  depositerò il discorso agli atti. Tenga anche presente che non ho mai  avuto la soddisfazione di essere cacciato via dall'Aula e una volta  tanto sinceramente la vorrei avere.


Innanzitutto voglio ringraziare da questi banchi  gli organizzatori e i partecipanti delle oceaniche manifestazioni di  questi giorni: dai baroni universitari alle irresponsabili mamme dei  bambini innocenti portati in piazza ad urlare slogan di cui essi non  comprendevano nulla. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP). Avrei  capito se avessi sentito i bambini gridare: «Merendine! Merendine!» No:  «Assunzioni!». Cosa ne sa un bambino di sei anni, salvo che glielo  suggeriscano, del significato di «Assunzioni, assunzioni!». «Merendine,  merendine!» sarebbe stato meglio. (Ilarità e applausi dai Gruppi PdL e LNP).

Per quanto riguarda l'intervento eventuale  dell'autorità di pubblica sicurezza, essendo stato io, tra le altre cose  (salvo che Presidente della Camera sono stato tutto), Ministro  dell'interno, è stata una vera botta di vita sentire inneggiare slogan  che temevo ormai desueti, sapere che la piazza non mi ha dimenticato e  che qualcuno si ricorda di me: «Cossiga boia!», «Cossiga assassino!»,  «Cossiga piduista!». Mi è stato chiesto se si dovesse inviare un  rapporto all'autorità giudiziaria e io ho risposto di no, perché temo  che ad essere condannato sia io e non questi, con l'aria che tira. (Ilarità dai banchi della maggioranza).

Devo confessare che su questo campo speravo di  più dalla marcia di oltre cinque milioni di persone, senza contare i  cani e i gatti al seguito (Ilarità) (cinque milioni di persone!  Pensate che ormai la fila delle persone arrivava a Firenze), una marcia  non su Roma, questa volta, ma in Roma e nell'oceanica adunata del Circo  Massimo, che - ero ragazzo ed ero in Germania - ricordava le bellissime  manifestazioni a Norimberga di Adolfo Hitler. Tutti i totalitarismi sono  uguali e sempre così si comincia.

Speravo invano che i marcianti dessero fuoco a  qualche macchina, come ai bei tempi, spaccassero qualche vetrina,  scandissero slogan...


GIARETTA (PD). Ti sarebbe piaciuto per fare quello che volevi fare tu.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Certo, quello che  ho fatto io con l'aiuto e il consenso del Partito Comunista, che in  quest'Aula ha votato all'unanimità una mozione e un ordine del giorno a  mio favore! (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).


VOCI DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Bravo!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ma erano i tempi  di Berlinguer, non di Walter Veltroni! Erano i tempi di Natta, non di  Franco Marini! Era il tempo del glorioso Partito Comunista! (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).


VOCE DAI BANCHI DELLA MAGGIORANZA. Bravo!



PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, lasciamo parlare il presidente Cossiga senza interromperlo. (Commenti dai banchi dell'opposizione).


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Quando ho fatto  picchiare a sangue gli universitari che hanno cacciato via Lama, il  Gruppo del Partito Comunista alla Camera, in piedi, mi ha tributato  un'ovazione. Vada a leggere gli atti! Vada a leggerli!


GIARETTA (PD). Li ho letti. Noi non siamo per una polizia che picchia! (Vivaci commenti dai banchi della maggioranza).


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Il Gruppo del PCI in piedi mi ha tributato un unanime applauso. (Proteste dai banchi dell'opposizione).


VITALI (PD). Smettila!


DONAGGIO (PD). Presidente Cossiga, rispetti il Senato!


PRESIDENTE. Prego, presidente Cossiga, prosegua  nel suo intervento. Colleghi, così non si va da nessuna parte. Cerchiamo  di consentire al presidente Cossiga di proseguire il suo intervento.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Speravo di sentire  il glorioso grido degli studenti del movimento che il servizio d'ordine  del PCI e della CGIL ci hanno aiutato a picchiare di santa ragione.  Quando ci fu un 5 maggio, ci mettemmo d'accordo con il servizio di  vigilanza della CGIL e ci mettemmo d'accordo così: prima quelli del  movimento li picchiavano loro, poi ce li davano in braccio e li  picchiavamo noi. Gloriosi tempi di Lama! (Vivaci e reiterate proteste dai banchi dell'opposizione). Sì, perché io sono stato il Ministro dell'interno di tre Governi di solidarietà nazionale! (Vivaci proteste dai banchi dell'opposizione).


PERDUCA (PD). Hanno ammazzato Giorgiana Masi!


PRESIDENTE. Colleghi, vi prego di consentire al presidente Cossiga di concludere il proprio intervento.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Speravo di sentire  il famoso grido: «Se vedi un punto nero, spara a vista: o è un  carabiniere o è un fascista». Siccome nel partito obamiano ci sono molti  cattolici (cattolici adulti o cattolici democratici, ma pur sempre  cattolici), naturalmente veniva espunta dalla suddetta frase la parola  «prete». (Ilarità dai banchi della maggioranza).

Questo tocco di illegalità dato alla  manifestazione sarebbe stato utile anche per il Paese, perché il partito  veltroniano avrebbe acquistato credibilità nei confronti del "movimiento",  nel suo deciso evolversi in forme proprie dall'«Autonomia Operaia» alla  «Lotta Continua» e - non dimentichiamolo - al FUAN. A Milano gli  studenti di estrema destra hanno manifestato con quelli di estrema  sinistra. Va bene che c'è una certa captatio benevolentiae in  modo che uno di loro possa essere il Presidente della Repubblica al  prossimo turno, c'è la proposta di erigere un monumento dell'Olocausto a  Predappio, e questo mi sembra giusto.

I baldi, coraggiosi marcianti...


VOCE DAL GRUPPO PD. Tempo!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Appena il Presidente me lo dirà!

I baldi, coraggiosi marcianti, tra i quali è  giusto citare Folloni, allievo del compianto Sbardella, detto nel mio  partito «lo squalo» (Ilarità dai banchi della maggioranza);  Franceschini, allievo dell'epurato dal Partito Democratico Ciriaco De  Mita; Rosy Bindi, eletta da Giulio Andreotti e da Bernini per bocciare  (cosa in cui si è riusciti) Tina Anselmi, colpevole...


PERDUCA (PD). Tempo!


PRESIDENTE. La Presidenza conosce la  regolamentazione dei tempi. Vi sono state ampie interruzioni e ha  concesso già un minuto in automatico. Credo rientrasse nelle nostre  competenze. Prego, presidente Cossiga.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ed infine il  carissimo amico Franco Marini, di cui ricordo il durissimo discorso  contro il segretario del partito Ciriaco De Mita e l'allora presidente  del Consiglio Francesco Cossiga, che citò per la prima volta il grande  discorso di Togliatti a Bergamo sulla chiesa cattolica. Marini fece un  grande discorso a favore del "preambolo": «Con la sinistra,  mai!»...perderò! Ho intenzione di scrivere un libretto (quando era  Presidente del Senato dovevo offrirglielo) con il discorso di  Zaccagnini, mio e di Franco Marini: «Con la sinistra, mai!». Ma, ahimè,  Franco Marini era un così abile oratore che la sinistra DC in quel  congresso perse e non vinse mai più!

Perché voto a favore? Non per la legge in sé,  anche perché credo che questi non siano tempi di riforme e anche perché -  che io mi ricordi - salvo il referendum tra Repubblica e  monarchia non mi sembra che in Italia di riforme vere se ne siano mai  fatte. Non mi sembra questo un Paese di riforme! Ma voto a favore...


PRESIDENTE. Presidente Cossiga, le resta un minuto.


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Benissimo, magari  un minuto e mezzo. Resto a favore di quella pericolosa pagliacciata di  professori ex sessantottini, alcuni ai loro tempi anche aspiranti  terroristi...


VOCE DAI BANCHI DEL PDL. Bravo!


COSSIGA (UDC-SVP-Aut). Ed evito di fare i nomi (Applausi dai Gruppi PdL e LNP)...  che però a differenza dei terroristi veri non hanno avuto il coraggio  di passare alla lotta armata perché era più comodo leccare il culo ai  baroni per diventare professori universitari. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Commenti della senatrice Garavaglia Mariapia. Richiami del Presidente).


Gentile collega Finocchiaro, lei riesce ad  immaginarsi il grande latinista, Concetto Marchesi, che ho avuto l'onore  di avere come collega, rigido marxista- leninista e stalinista,  discettare di Ovidio, di Catullo, di Virgilio di fronte ai bambini che  ogni tanto alzano il braccio dicendo: «Voglio andare a fare la pipì»?  Non mi sembra! E il normalista Alessandro Natta, che sbatté la tavoletta  del banco alla Camera quando fu approvata la legge sull'abolizione del  latino dicendo: «Ho capito! Anche il mio partito vuole una scuola di  asini!»? Io non ce lo vedo!

Ho terminato e consegno agli atti il mio intervento scritto. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP. Molte congratulazioni). (fonte sito del Senato della Repubblica italiana)

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