8 luglio 2010

A MODEL DAUGHTER: THE KILLING OF CAROLINE BYRNe
un film omofobo?

(Fiction Fest: day 4 parte I)

Una storia vera. Un famoso omicidio "insoluto", commesso nel 1995 e risoltosi solamente nel 2008.
La giovane modella Caroline Byrne viene trovata in fondo alla scogliera di The Gap a Sydney. Caroline aveva 24 anni. Il convivente, Gordon Wood, è il maggiore indicato, per aver trovato il cadavere tra gli scogli, indicandolo alla polizia dalla cima dello strapiombo  incapace di vedere alcunché nonostante i mezzi della scientifica. Prove indiziarie che lo scagionano dal primo processo, ma che, dopo 13 anni lo portano in carcere, dove si trova tutt'ora, dove deve scontare una pena di 17 anni (e farne come minimo 13).

Questa, riassunta all'osso, la vicenda giudiziaria dalla quale è stato tratto A MODEL DAUGHTER: THE KILLING OF CAROLINE BYRN (Australia, 2009) di Toni Tilse.
Per chi vuole saperne di più il Daily Telegraph fornisce con dovizia di particolari la lunga vicenda giudiziaria (ma dove saper leggere l'inglese, voi pigri lurker).

Il film, che ho visto oggi al Fiction Fest esordisce ricordando che si tratta di una storia vera. Il film però non è organizzato secondo una detective story. Prende le mosse dalla notte in cui Gordon Wood cerca la sua fiancè temendo lo abbia davvero fatto e poi ci mostra le indagini della polizia e i sospetti del padre di Claire, mostrandoci poi dei flashback  nei quali ci racconta in oggettiva, cioè non secondo il punto di vista di uno dei personaggi, né ricostruendo testimonianze, ma come ci racconta le cose normalmente un film, alcuni fatti della vita di Gordon e Claire fatti e circostanze.
Gordon è uno strafigo della madonna (lo vediamo nudo scopare con Claire).
Cioè David Lyons, l'attore che interpreta Gordon wood, è un gran bel pezzo di figliuolo.


Il vero Wood, per quanto non sia un cesso, è molto più un ragazzo di normale avvenenza.


Comunque Gordon avvicina il magnate della finanza Rene Rivkin sicuro di fare colpo (abbiamo appena visto Rene col suo sigaro, sul suo Yacht circondato da macchioni a torso nudo). Sarà un caso che Gordon (anche se è istruttore di ginnastica) si presenta a Renee che siede al tavolo di un bar in una tuta aderente da corsa? Il film tanto per chiarire ogni possibile dubbio ci mostra una soggettiva di Rene che guarda in primissimo piano il pacco di Gordon (deludente a dire il vero, nonostante l'aderenza, non si intuisce alcuna forma...).
Che Rivkin si circondasse di maschioni è vero, basta guardare questa foto


O anche quest'altra



Quel che il film dà per certo nella realtà è però solo un sospetto.
Infatti non solo Rivkin ha sempre negato di avere avuto una relazione con Gordon, ma Rivkin, ma il film questo non lo dice, era sposato, e dunque non era un gay dichiarato come sembra dal film. Eppure la pista gay è quella che il film imbastisce come fondante per il movente e l'omicidio.
Quel che nella realtà è un sospetto (ma non un movente per l'omicidio, quanto una caratteristica per rendere la storia più piccante) nel film viene presentata (solo alla fine, ma io ci ero arrivato sin dalla scena del pacco) come il movente dell'omicidio: Caroline li sorprende insieme (veramente vediamo Rivkin riallacciarsi le maniche della camicia...) ma questo le basta per andarsene inorridita... eppure altri moventi vengono addotti durante il processo (per i dettagli leggete gli articoli del Daily). Ma pur di nascondere quanto la ragazza ha scoperto Gordon la uccide. Così sembra dire il film. Una storia di froci.
Per corroborare questa ipotesi (che non è quella che ha condotto Gordon in galera però...) il film nasconde la moglie di Rivkin e anche le sorelle di Gordon. Nel film lo vediamo solo accompagnarsi con la madre (secondo il classico cliché che vuole il frocio mammone).
Il film ci mostra una scena nella quale Gordon avverte Caroline che sarebbe tornato dopo altre due settimane da Londra, dove era con Rivkin. Caroline, insospettita dal tono di voce bassa del marito, gli chiede se dorma con lui. Questa conversazione pare sia davvero avvenuta. Così almeno afferma il padre di Caroline che dice la figlia sospettasse che il marito avesse una relazione con Rivkin (perchè non lasciarlo allora?). Anche se il fratello di Caroline smentisce che ci fosse certezza sulla gaiezza  (ma sarebbe meglio dire bisessualità visto che, con Caroline trombava alla grande...) di Gordon. Il film ci mostra però dopo anche una scena del tutto inventata (perchè Rivkin e Wood sono soli) nella quale Gordon racconta dei sospetti della fidanzata a Rivkin il quale gli chiede se vuole andare a letto con lui. Al che Gordon si leva la t-shirt ma Rivkin lo ferma dicendogli che stava solo scherzando...
Tra l'altro anche se la storia del film si svolge nell'arco di 13 anni Gordon è smepre un sorco mostruoso per tutto il tempo (solo appena invecchiato quando lo arrestano a Londra, 13 anni dopo l'omicidio) ben diversamente dal Gordon vero che, frocio o meno, invecchia come tutti.


Insomma un film un po' di merda che risolve tutto presentando l'omosessualità con molta pruderie ma come movente dell'omicidio, ben diversamente da come si sono svolti i fatti in realtà.
Ma anche se la storia fosse inventata, oppure davvero l'omicidio fosse servito a coprire una sordida storia omosessuale il film è comunque da esecrare perchè dà per scontato che l'omosessualità sia causa di guai, sintomo di vizio e perversione (come se festini etero nel mondo dell'alta finanza non ci fossero). L'omosessualità viene presentata come strumento per Gordon di avvicinare Rivkin e per Rivkin di approfittarsi di begli uomini.
Poi ci si chiede perchè la gente ha avversione per i gay...
Insomma un brutto film anche se girato bene e recitato bene, ma davvero un pessimo servizi alla verità, anche dell'omicidio e del processo.

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bello essere
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poco
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