13 novembre 2009

I Liceali 2: il peggio di questa Italia maschilista e omofoba

Sto guardando il primo episodio della seconda stagione de I Liceali che, essendo noi italiani provinciali per vocazione, diventa I Liceali 2.

Nei primi 10 minuti di fiction già due Perle. Anzi tre.

Elena, la figlia di Cicerino, si sente chiedere da Daniele, il suo ragazzo, siccome lei è un po' nervosa, c'hai le cose? (nemmeno tue, le cose e basta). Lei non capisce, ma, quando capisce, invece di inorridire sorride e lo abbraccia.

Quando la nuova arrivata si siede allo stesso banco di Valerio il frocio della classe, uno dei compagni commenta nooo, che spreco!.

Uno dei ragazzi ha un brutto incidente d'auto e i genitori accorrono non in ospedale ma nel luogo dell'incidente, il ragazzo è sulla barella, e i genitori parlano col paramedico (che dice loro che non ci sono fratture come fa a saperlo?!?!) chiamandolo dottore!!! menomale che il regista della serie Lucio Pellegrini ha dichiarato Abbiamo lavorato mantenendo un alto livello di aderenza alla realtà, senza scimmiottare l'estero.
(fonte RealityShow)

Un inizio rivoltante, da ammazzare regista sceneggiatori e produttori (ma anche gli attori che si sono prestati a questa sciarada) d'altronde basta pensare a chi c'è dietro Paolo Virzì e la sua squola di sceneggiatori...

10 commenti:

Tamcra ha detto...

Caro Ale,
le fiction italiane odierne nun se pònno véde.... Penso con nostalgia a I ragazzi di Padre Tobia...
http://www.youtube.com/watch?v=57iahRBqOos

Gatto nero ha detto...

Paolo Virzì te sei risposto da solo e poi ce manca solo che cominci a guarda i Cesaroni, Ale! Un bacio e quando ti riviene voglia di vede qll roba chiamami che usciamo!

Alessandro Paesano ha detto...

...veramente guardo anche i cesaroni, una delle serie più seguite dai mie studenti...

Alessandro Paesano ha detto...

Virzì è molto quotato come reigista, sopraattutto a sinisra. E molti continuano ad apprezzare i suoi film, per me orribili, inguardabili, impreganti di una ideologia insostenibile...

Herm ha detto...

Ale,
ma non potrebbe trattarsi di situazioni e dialoghi realistici?
Un adolescente oggi come si rivolgerebbe alla propria ragazza? Le chiederebbe: "Amore cosa ti turba?" o l'apostroferebbe con "C'hai le cose?"?
E lei come reagirebbe?
Le mie sono proprio delle domande, ho nipoti adolescenti e pre adolescenti, ma non posso dire di avere un vero dialogo e di potermici affidare come punti di riferimento, tu come insegnante magari possiedi elementi migliori di confronto.

Alessandro Paesano ha detto...

Guarda non metto in discussione la verosimiglianza. Ma essendo una fiction e quindi i dialoghi avendoli scelti lo sceneggiatore e non già il personaggio, critico l'ideologia che sta dietro tutte le frasi citate.
cioè che se una donna è nervosa non è per un motivo serio ma per uno fisiologico (ha le sue cose). Una ragazza moderna lo manda a fare in culo a un fidanzato così maschilista. O, almeno, dovrebbe.
Dire che un gay non può apprezzare la bellezza femminile perché lui le donne non le tromba non solo è offensivo del gay ma lo è anche della donna considerata oggetto e non soggetto. ecco perché mi davano fastidio queste affermazioni.
Solo il terzo esempio aveva a che fare con la verosimiglianza, ma non tanto per la cosa di per sé (è sempre una fiction non un documentario) ma perché stavolta la semplificazione era davvero grossolana...

Herm ha detto...

Però il discorso è se al dio share convenga offrire un prodotto social pedagocico o meno con la scusa dell'alta aderenza alla realtà!!!
Mah!!!
Herm

Alessandro Paesano ha detto...

Posto come lo poni tu è lo stesso porblema dellìuovo e della gallina.
La tv mostra quel che mostra perchè il pubblico lo premia con lo share o se la tv mostrasse cose migliori alla gente paicerebbero lo stesso?
Io credo la seconda cosa....

Herm ha detto...

Sono pienamente daccordo con te, ma chi si sobbarcherebbe (a parte forse Minoli) i rischi di quella che sarebbe vista come una vera e propria sperimentazione? Per non parlare del rischio di accuse di "comunismo" da parte dell'entourage social-politico-mediatico-pseudoculturale del premier...
Herm

Alessandro Paesano ha detto...

Stiamo parlando di un innalzamento minimi degli standard di qualità.
Prima ancora che nei confronti della vita reale quelli da me criticati sono luoghi comuni nel mondo di ogni racconto di finzione. Chiamare i cambiamenti che io auspico sperimentazione mi pare eccessivo. La sperimentazione è quella che fanno la videoarte e co. non certo le fiction incentrate sulle vite di alcuni liceali.
Perché essere più realisti del re? Anche questo è un sintomo di colonizzazione mentale.
E poi nessuno sta parlando di strategie produttive ma di contenuti culturali.
La dc ha fatto tanta tv nazional popolare pedagogica migliaia di volte migliore di quella odierna eppure andava, era veduta, nessuno sollevava dubbi di marketing...

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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