25 luglio 2009

Siamo tutti Abba



Vi ricordate di Abdoul Salam Guibre (detto Abba), diciannovenne di nazionalità italiana, originario del Burkina Faso? E' stato ucciso a colpi di spranga e bastone, per aver rubato un pacco di biscotti, il 14 settembre 2008 da Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio, 51 e 31 anni, titolari del bar Shining di via Zuretti a Milano, che gli sono corsi dietro (Abba era in compagnia di due amici) gridando loro "negri di merda", "dove vai cioccolatino" e "sporco negro".
Abba e altri tre amici, reduci da una serata in giro per Milano, si affacciano allo Shining e andando via rubano un pacco di Ringo. I proprietari se ne accorgono e inizia l’inseguimento con il chiosco mobile, finchè non li raggiungono, e dopo il primo colpo inferto dal padre Fausto con una mazza di legno, Abba perde l´equilibrio e cade per terra. Daniele allora, il figlio, pensa bene di prendere l’asta uncinata che usavano per abbassare la saracinesca del bar, colpendo Abba, già a terra, alla testa per ben tre volte, assestando anche il colpo fatale alla tempia, che ha ucciso il ragazzo nel giro di poche ore.2


I due sono stati condannati dal gup del Tribunale di Milano Nicola Clivio a 15 anni e quattro mesi di reclusione ciascuno per omicidio volontario aggravato dai motivi abbietti e futili. Il processo si è tenuto con il rito abbreviato, che dà diritto allo sconto di un terzo della pena – che per questo reato va dai 21 ai 24 anni, 2 e a porte chiuse al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano, senza distinguere tra il comportamento del figlio [esecutore materiale dell´omicidio] e la condotta del padre [che sarebbe stato il promotore della spedizione punitiva e avrebbe incoraggiato il figlio mentre si stava accanendo su Abdoul]2.
Il pm, Roberta Brera aveva chiesto per ciascuno dei due imputati la condanna a 16 anni e otto mesi1 ma non ha loro imputato le aggravanti razziste3...
Il giudice ha stabilito un risarcimento di 100mila euro per i genitori di Abba e di 25mila euro per ognuna delle sorelle di Abba e ha confermato la tesi del pm non dando le aggravanti razziste. Ha ritenuto anzi le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. L´offerta è stata respinta dalla famiglia che ieri, in compenso, si è vista riconoscere una provvisionale di 275mila euro2.

Del resto all'epoca dei fatti lo stesso vice sindaco De Corato aveva affermato che la matrice razziale non c'entrava, tesi ribadita in diretta televisiva a Porta a Porta da Silvio Berlusconi: "la questione razziale e il colore della pelle non c'entrano nulla", semmai il problema andava individuato nella "politica delle porte aperte" che "ha portato a far sentire gli italiani meno sicuri".4
Ovviamente si tratta di razzismo invece, un razzismo radicale, del tutto italiano, che vede in chiunque sia diverso, a qualunque titolo, in qualunque modo, un pericolo, qualcuno da tenere lontano, qualcuno da eliminare.

Ha proprio ragione dice Rossella, una degli amici di Abba che un anno fa hanno dato vita a un blog per ricordare il loro amico che siamo tutti Abba. Chi per il colore della pelle, chi per il colore politico, chi per il genere di appartenenza, chi per l'orientamento sessuale.

TUTTI SIAMO IN PERICOLO.

A Milano , subito dopo l’estate, quando cadrà anche il primo anniversario della morte di Abba ci sarà una manifestazione di protesta.
Sarebbe bello organizzarne una in ogni città italiana, Roma compresa.






1) fonte: TG24.sky.it

2) fonte carta.org

3) fonte Corriere della sera

4) fonte Aniene.net

Nessun commento:

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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