22 luglio 2009

Mario! Mario! Mario!



Ieri sera sono andato a vedere Tosca, la mia seconda opera quest'anno, che ho recensito per il sito teatro.org.
Prima dello spettacolo tutti i lavoratori coinvolti nell'opera, dai tecnici ai musicisti, sono saliti sul palco. Hanno mostrato uno striscione che chiede al ministro (sic!) Bondi di dimettersi e hanno letto un comunicato stampa al pubblico, lo stesso che era stato allegato al programma di sala (un corposo volume contenente tra le altre cose il libretto dell'opera) venduto a soli 10 euro (se pensate che il biglietto che mi hanno dato come stampa costava 70 euro...).
Ecco il testo del comunicato
COMUNICATO STAMPA OO.SS. TEATRO DELL'OPERA DI ROMA
del 21 luglio 2009


Martedì 21 e Mercoledì 22 c.m. i lavoratori del Teatro occuperanno simbolicamente il palcoscenico delle Terme di Caracalla prima dell'inizio di Tasca. La manifestazione, che non inficerà lo svolgimento dello spettacolo, avverrà per sensibilizzare l'opinione pubblica e protestare con forza contro i pesanti tagli apportati dal Governo al Fondo Unico dello Spettacolo.

I Sindacati ritengono che, dopo aver portato lo spettacolo dal vivo all'agonia con una forsennata politica di tagli e di iniziative legislative miopi, porre in settimana la fiducia, impedendo definitivamente il reintegro parziale del FUS, ha lo scopo preciso di dare il colpo mortale a tutto il sistema cultura nazionale. Chiedono pertanto al Ministro Bondi, il quale più volte aveva pubblicamente promesso un reintegro del Fondo ai valori del 2008, di trarne le dovute conseguenze dimettendosi.

I lavoratori del Teatro dell'Opera di Roma invitano il Commissario Straordinario On. Gianni Alemanno ad intervenire urgentemente presso il Governo in difesa del Teatro della Capitale e di tutto il settore lirico.

Si tratta non solo di scelte nefaste per le conseguenze sociali, economiche e culturali del Paese, ma anche gravi per la loro natura ideologica, prescindendo dalle caratteristiche del ciclo economico in corso: i fondi per la cultura si tagliano con la crisi così come sono stati tagliati in situazioni economiche migliori, si taglia perché si vuol ridurre la cultura musicale al silenzio.

Le scriventi OOSS si opporranno con tutti i mezzi a loro disposizione contro questo palese disegno di smantellamento.


Il testo è stato letto da una ragazza, evidentemente emozionata, e lo ha letto in Italiano, in Inglese (una traduzione vera non in italese), letta correttamente, e una in giapponese!
Un secondo comunicato del comitato Emergenza Cultura è ancora più crudo ed esplicito:

Se l'Italia è famosa nel mondo per il suo cinema, il suo teatro,la sua danza, la sua musica lo si deve anche a noi.
Siamo tanti, più di 200.000, in larga parte precari, intermittenti, non tutelati in materia di diritti e garanzie sociali. Siamo i lavoratori dello spettacolo. Da oggi una categoria in via di estinzione. Perché lo stato italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati Europei. Perché il governo Berlusconi, dopo aver colpito tutti i settori della cultura, della scuola e della ricerca, sta azzerando, in un processo avviato da tempo, il finanziamento previsto per il Fondo Unico dello Spettacolo del 2009 e dimostra così di continuare a considerare l'arte e lo spettacolo come una spesa invece che un investimento. Perché il ministro Bondi davanti al Presidente della Repubblica ha solennemente promesso il suo reintegro e invece il decreto che sta per essere approvato in Parlamento in questi giorni dimostra che ha solennemente mentito.
Dai prossimi mesi si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti, si avranno meno lavoro e meno idee - in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese più povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, di energia creativa, di identità nazionale.
Noi siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere il diritto del Paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome.

Gli autori di cinema, di teatro e di televisione, gli attori, i musicisti, i ballerini, gli scrittori, gli agenti e tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura, della ricerca e dell’informazione.

Mentre ascoltavo non potevo che provare rabbia per questo governo e per l'ignavia di tanti connazionali.

Accanto a me una coppia, sui 45, ha applaudito come tutti.
Hanno seguito l'opera, cercato (invano) di leggere il libretto (dovevano fare come me e sentirsi l'opera, libretto alla mano, nel pomeriggio, è stato agevole seguire la vicenda fresco di un precedente ascolto pomeridiano...), lei al'inzio commentava, ma poi sono stati buoni buoni...

La trama di Tosca è nota a tutti, ma per quelli di voi che sono abbastanza sprovveduti da non conoscerla ho chiesto a Cirillo (sì anche lui la sa) di farvene un succinto riassunto.

La cantante lirica Floria Tosca, gelosa del fidanzato Mario Cavaradossi, pittore, venutolo a trovare nella chiesa di Sant'Andrea della Valle, dove lui sta dipingendo una Maddalena, si insospettisce delle porte chiuse e di una conversazione di cui non capisce le parole ma dalla quale ha intuito la presenza di un'altra persona. Mario pretende di esser solo e Floria crede le nasconda un'altra donna, specialmente quando riconosce nel ritratto della Maddalena la Marchesa Attavanti. In realtà Mario prima che sopraggiungesse Tosca, stava conversando con Cesare Angelotti, il primo console della caduta Rrepubblica romana, impirgionato ed evaso, fratello della Marchesa. La marchesa si era recata il giorno prima in chiesa per organizzare la fuga del fratello (nascondendo abiti femminili nella cappella di famiglia). Quando Tosca irrompe Mario le nasconde la presenza dell'evaso e Tosca si insospettisce. Convintala della sua innocenza e di non esser in compagnia di alcuna donna, Mario riesce a rimanere solo con Attavanti, e lo aiuta accompagnandolo alla sua villa fuori città. Tornata in chiesa per avvisare Mario che quella sera dovrà cantare a palazzo Farnese, Tosca vi trova il barone Scarpia, capo della polizia, che fa insospettire Tosca mostrandole il ventaglio della marchesa (che il fratello ha dimenticato di prendere). Tosca raggiunge casa di Mario convinta di sorprenderlo con la marchesa. Vi trova invece il barone. La polizia che ha seguito Tosca, irrompe nella villa ma trova solo Cavaradossi e non Angelotti (si è rifugiato in un pozzo, fuori dalla villa) e arresta il pittore. Scarpia fa torturare Mario a Palazzo farnese, costringendo Tosca, a confessare il nascondiglio dell'evaso. Scarpia, attratto da Tosca, le propone di salvare Mario dal patibolo, se le si concederà. Tosca finge di accettare, chiedendo anche un salvacondotto. Scarpia organizza una finta esecuzione, non più la forca, ma la fucilazione. I colpi saranno a salve "come con il conte Palmieri". Firmato il salvacondotto Scarpia è pronto a concupire Tosca che invece lo pugnala al petto, mortalmente (ecco il bacio di Tosca!). Avverte dunque Mario dell'accordo con Scarpia e della finta fucilazione. Gli raccomanda di fingersi morto e di aspettare un suo segnale per rialzarsi (cadi bene come la Tosca a teatro).
Ma quando, andate via le guardie, Tosca fa cenno a Mario di rialzarsi si accorge che l'uomo è morto.
Scoperto intanto il cadavere di Scarpia, le guardie circondano Tosca alla quale, per sottrarsi all'arresto, non rimane che gettarsi dalla piattaforma di Castel Sant'Angelo. Prima di lanciarsi grida o Scarpia, avanti a Dio!

Durante la pausa tra il secondo e il terzo atto sento la coppia alla mia sinistra commentare la vicenda dell'opera. Lui dice che per colpa di Tosca son morti tutti Attavanti (si è suicidato pur di sottrarsi all'arresto, anche se Cirillo non ve lo ha detto), Cavaradossi e Tosca stessa.
Lei cerca di difendere Tosca ma il marito (uomo? compagno? fidanzato?) insiste e commenta che la causa scatenate è la gelosia di Tosca.
Non posso non intervenire e gli faccio notare che, forse, se Mario fosse stato sincero con Floria sull'Attavanti, non la avrebbe fatta insospettire. Mario non ha avuto abbastanza fiducia in Tosca da confidarle il suo complotto politico (perché di quello si tratta), forse perché, di consuetudine, le donne all'epoca, non erano considerate adatte alla politica.
La moglie (compagnia, fidanzata...) commenta ironica che ancora oggi è così... Che le donne contano poco.
Mi sta subito più simpatica.
Il marito (...) commenta che forse Mario ha nascosto il complotto a Tosca per non coinvolgerla. Per difenderla.
Allora penso che ha proprio ragione lei, la moglie (...), quando, per ischerzo e affettuosamente, gli ha detto che è proprio fascista.
Capite? Una donna la si difende, tenendola all'oscuro, ma poi la colpa è sempre sua...

Tosca invece dimostra di sapersela cavare bene, sfrutta la passione di Scarpia per lei a suo vantaggio, lo uccide senza battere ciglio, e rimane vittima della perfidia di Scarpia solo perché costui è il male assoluto, il potere, quello temporale e quello spirituale.

Nemmeno Mario avrebbe potuto sottrarsi alle sue astuzie. Eppure Tosca viene descritta come colei che si muove, e uccide, per amore, non certo per spirito patriottico, come Mario e Attavanti...
Eppure, a di là del libretto del 1900 che sicuramente è maschilista, l'opera oggi offre svariati spunti per altre letture, ma se si è maschietti nel profondo...

C'è un libro, un po' farraginoso a dire il vero, di Catjherinbe Clement, L'opera lirica o la disfatta delle donne il cui assunto è proprio questo:
La nostra cultura ha sempre ingannato le donne mentre fingeva di adorarle.


E a quanto pare continua a farlo ancora!

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