3 maggio 2009

Transessualismo?

Il 22 agosto del 2008 pubblicavo un post su Vladimir Luxuria nel quale, tra le altre cose, facevo delle considerazioni davvero tranchant (ehm...) sul transessualismo:
Vladimir non è nemmeno Trans, perché non si è mai operato, e infatti gli manca del tutto la disperazione che rendei i corpi Trans quel simulacro estremo a un corpo sognato e agognato in maniera così distorta che è tanto più ridicolo perché appare quello che non potrà essere mai (essere una donna non significa avere due tette o una vagina, e, in ogni caso, quella delle trans è tutto tranne che una vagina: niente mestruazioni, niente secrezioni, poca sensibilità al piacere, niente contrazioni pelviche. La vagina delle trans è molto più vicina all'idea che ne hanno gli uomini: è un buco).
Tempo dopo ricevo un commento giustamente incazzato di una trans di Bologna. Nasce un veloce scambio di battute nel quale preciso che le mie sono riserve teoriche ma che, naturalmente, ognuno è libero di fare quel che vuole del proprio corpo... Ma quando lei mi spiega, in un successivo commento, a gennaio di quest'anno, io non le rispondo e lascio cadere la cosa.
Le rispondo adesso, sempre che legga ancora il mio blog, sempre che ne abbia voglia. Ma l'argomento è importante e voglio il parere anche di voi lurker...

Ecco il commento al quale non ho risposto:
dunque.

a livello di clitoride vengono mantenute tutte le terminazione nervose del glande (in effetti, da esso viene ricavata), quindi la clitoride di una trans sente esattamente come quella di una donna genetica.

in più, non vengo toccati i vasi sanguigni, per cui le pareti della vagina - a grandi linee - hanno una stimolazione simile a quella di una donna genetica.

detto questo, è vero, non ci sono mestruazioni (vabbè ma spero che non sia questo ad identificare una donna, sennò tutte le over 50 dove le mettiamo?) né secrezione di liquido vaginale.

quindi la situazione di una trans è molto simile a quella di una donna a cui sono stati asportati utero ed ovaie...

c'è un qualcosa che non va? a mio avviso, no. sono semplicemente situazioni diverse, che vanno trattate per l'appunto in maniera diversa.

le trans operate non godono? e dove sta scritto? semplicemente, si prendono piaceri diversi dalle donne genetiche. e, nel mio caso, sono molto contenta di prendermi dei piaceri diversi dalle donne genetiche.

io non so quale sia il motivo per cui sei concettualmente contro al transessualismo. non so nemmeno se lo voglio sapere. d'altronde, il transessualismo è una strada che, come tutte le strade a questo mondo, non può essere condivisa da tutti - né compresa da tutti. L'unanimismo non esiste. è pura utopia.

detto questo, il mio corpo non andava bene, non rifletteva per nulla la mia personalità, la mia interiorità, le mie fantasie, le mie aspirazioni, e l'ho cambiato. così come avrei cambiato la mia tinta di capelli se non mi fosse andata bene, così come cambierei Bologna se non m'andasse più bene.

perchè questo alone di grevità e pesantezza sul transessualismo, francamente, m'ha stufata (e pure parecchio).

perchè il transessualismo, se non ci fosse l'opprimente stigma sociale a rompere i coglioni, è un percorso bellissimo, che ti porta, come nessun altro, a conoscere il tuo corpo in ogni suo minimo dettaglio, da quando parti a quando sta cambiando a quando arrivi alla mèta.
Le sue argomentazioni, al di là di quel che mi informano e di cui non sapevo, non cambiano la mia perplessità.

Lei afferma che
il mio corpo non andava bene, non rifletteva per nulla la mia personalità, la mia interiorità, le mie fantasie, le mie aspirazioni, e l'ho cambiato.
Ok. Lo capisco. Se sono grasso dimagrisco, se ho le rughe mi opero. Però un conto è cambiarsi il colore dei capelli, cosa reversibile, basta aspettare che ricrescano, un conto è tagliarsi il cazzo o mettersene uno (finto) al posto della fica. Uso cazzo e fica non per essere volgare ma per sottolineare che sono gli unici organi sessuali davvero funzionati (va beh non sempre...) di cui siamo dotati. Il cambio di sesso è per sempre. Invece chi mi scrive percepisce il cambio di sesso come un accessorio quale il cambio di capelli o di città.
Ma al di là di questa superficialità quel che non mi convince è l'assunto centrale del transessualismo.
Io non mi riconosco nel corpo che ho, sento che la mia essenza appartiene all'altro sesso. Già qui ci sarebbe da chiedersi: in che modo? Cosa vuol dire sentirsi dell'altro sesso? Le mie sensazioni, emozioni, non passano anche (anche, non solamente) attraverso il mio corpo sessuato?
Ma diamo per buono che abbia senso dire la mia essenza è dell'altro sesso. Il mio corpo sessuato non mi esprime, non mi rappresenta, quindi lo cambio. Ora se fosse possibile trasferirsi in un corpo geneticamente dell'altro sesso capirei chi non sentendo proprio il corpo nel quale sono nati lo cambino completamente. Ma il cambio di sesso che compiono le (i) trans non ti permette mai di diventare davvero dell'altro sesso ma semplicemente di averne l'aspetto esteriore come dice la mia commentatrice per sua stessa ammissione:
detto questo, è vero, non ci sono mestruazioni (vabbè ma spero che non sia questo ad identificare una donna, sennò tutte le over 50 dove le mettiamo?) né secrezione di liquido vaginale. quindi la situazione di una trans è molto simile a quella di una donna a cui sono stati asportati utero ed ovaie...
La mia commentatrice scorda che le 50enni sono state donne anche prima della perdita delle mestruazioni che, per loro, è il normale percorso biologico di quel corpo. Nessun trans operato potrà conoscere davvero lo specifico del sesso di destinazione. Per cui le (i) Trans arrivano dopo il cambiamento a un corpo che è sempre mutilato, non completo. Ma allora, mi chiedo, non rimane lo stesso uno scollamento tra quel che sentono dentro, tra la loro essenza, e il corpo che riescono ad avere? E il risultato finale non è piuttosto il segno di un odio per il sesso genetico del proprio corpo a tal punto da volerlo mutilare? E non è un'offesa al corpo genetico femminile e maschile equipararlo al corpo operato cui si devono contentare ?
Volgarmente tra un corpo originale (cioè perfettamente funzionale) anche se non di mio gradimento e un corpo mutilato anche se nominalmente più vicino a quello che vorrei non è meglio quello originale? Cosa è meglio una fica che non se ne viene o un cazzo che lo fa? E, viceversa, una fica che se ne viene o un cazzo che non lo fa?

Tra l'altro la maggior parte dei trans (ma non tutti) hanno gusti etero, cambiano il loro corpo in quello di donne o uomini per avere storie con persone del sesso opposto. Sono cioè donne in partenza uomini o viceversa uomini in partenza donne che col corpo nativo sarebbero stati costretti(e) a una scelta omosessuale. Allora il transessualismo non è il disperato tentativo di normalizzazione attraverso una radicale manipolazione del proprio corpo di un'idea distorta di rapporti intersessuali? Che cioè sia il copro, la sua appartenenza genetica-sessuale a decidere del mio orientamento?
Chi mi dice che non sia il disperato tentativo di chi non sopportando la propria omosessualità (vista in maniera distorta) si convince così di normalizzarsi?

I miei sono solo dubbi, non certezze. Ma certo l'affermazione della mia commentatrice
il mio corpo non andava bene, non rifletteva per nulla la mia personalità, la mia interiorità, le mie fantasie, le mie aspirazioni, e l'ho cambiato. così come avrei cambiato la mia tinta di capelli se non mi fosse andata bene
fa tremare i polsi anche a chi, come me, crede sempre nell'autodeterminazione di tutti. Basta che ci sia onestà intellettuale in quel che si dice e non si adducano giustificazioni false nascondendo le vere esigenze che inducono a un gesto così radicale...

42 commenti:

Gabriele L. ha detto...

E' assurda l'idea che una persona omosessuale decida di assumere l'aspetto dell'altro sesso per poter essere considerato del sesso opposto e quindi eterosessuale. Anche perchè la condizione di una persona transessuale è molto più difficile da vivere in questa società rispetto a quella di una persona omosessuale. Inoltre, se così fosse, non esisterebbero persone transessuali e allo stesso tempo omosessuali, dove per omosessuali intendo attratte da persone dello stesso sesso verso cui transitano.
Insomma, transessualità e omosessualità hanno a che fare rispettivamente col genere sessuale e con i gusti sessuali, e hanno solo in comune la diversità sessuale rispetto alla maggior parte della popolazione (e le lotte collegate ad essa), per il resto non possono essere minimamente assimilate, confuse, o in ogni caso fatte dipendere una dall'altra.

Anonimo ha detto...

Credo che la commentatrice trans abbia ragione. Non vedo perchè sia così distorta l'idea che un corpo rifletta più o meno un'interiorità. Io non credo affatto che sia un'idea distorta, e anche se uno cambiasse per avvicinarsi al 'sesso opposto', che male ci sarebbe? Quello che tu vedi come una mutilazione, magari è per loro una liberazione.Non solo. E' una sfida contro la crudeltà della natura, che li ha voluti scissi fra interno ed esterno... Certo, il corpo non riflette totalmente l'orientamento sessuale, ma in parte sì. E poi, che ne sai tu di cosa significa essere donna? Io parlerei di sentirsi donna, o sentirsi uomo, prendendo il tutto con le pinze,e e sentirsi donna è una questione psichica prima di tutto, perchè anche una trans non dovrebbe sentirsi come tale? Perchè non ha una vagina vera?... Ma...

Alessandro Paesano ha detto...

Grazie per avermi scritto. Tutti e due
Intanto ribadisco che io non ho nessuna convinzione ma solo molti dubbi, e, soprattutto, che non giudico già le persone transessuali, ma la "teoria" che c'è dietro il concetto della transessualità.

Per Anonimo
Tu poni le stesse domande che mi pongo io ma sembri più sicuro di me delle risposte cui arrivi.

Non vedo perchè sia così distorta l'idea che un corpo rifletta più o meno un'interiorità.Non penso affatto sia un'idea distorta. Però il sentire sessuale, chiamiamolo così, è ben più radicale della "interiorità". In ogni caso, chiamiamolo come ci pare, l'idea è che il mio sentire, la mia essenza, è in contrasto con il mio corpo genetico di appartenenza.

Cioè, in soldoni, ho il corpo di uomo e mi sento donna o viceversa.

Ora, cosa vuol dire "sentirsi" di un sesso piuttosto che un altro? Il sentirsi uomo e donna non passa anche attraverso le sensazioni del corpo?

Se così non fosse perchè i (le) trans modificano profondamente il proprio corpo? Solamente per una questione esteriore?

Se ho capito bene io uomo mi sento donna e approdo al mio corpo femminile. Ma come faccio a sentirmi donna già prima di averne il corpo? E, comunque, il corpo cui arrivo non sarà mai al 100% uguale a un corpo genetico. Quindi in ogni caso vivrò con un corpo non completo. Solo che uno è, per così dire, originale, l'altro è artificiale.

Oppure, come dici tu stesso, il mio sentirmi donna (uomo) non ha a che vedere col corpo ma con la psiche. Ma allora non c'entra anche l'educazione ricevuta? la crescita? le esperienze di una vita? Come faccio a stabilire che il mio sentirmi donna (uomo) è un sentimento genuino e non il frutto di una (dis)educazione alla sessualità che attraverso chissà quali meandri mi ha portato a credere che la mia essenza sia in un corpo sbagliato?

Ma che cosa vuol dire "sentirsi uomo" e "sentirsi donna"? Come possiamo scollarlo dal corpo?
E' una questione di temperamento?

Per me sono due concetti determinati storicamente, quindi suscettibili di variazione, non universali, né uniformi. I comportamenti maschili e femminili sono il frutto dell'educazione (sessista) nella quale veniamo cresciuti. Le uniche differenze oggettive che mi sembra di poter riconoscere sono quelle legate al corpo: un uomo non saprà mai cosa vuol dire avere le mestruazioni, o partorire, mentre una donna non saprà mai cosa si prova ad avere un'erezione, etc etc (non ne faccio una questione di "superiorità" o "inferiorità" è solo una questione di differenza).
Il resto al di là delle differenze fisiche dipende dalla cultura (in senso antropologico) del posto in cui si vive. Come si può rendere il "sentirsi uomo" o il "sentirsi donna" un concetto a se stante e sradicarlo dal corpo sessualmente determinato?

Anche se uno cambiasse per avvicinarsi al 'sesso opposto', che male ci sarebbe?Che chi cambia sesso non si avviicna al sesso opposto, rimane co proprio corpo genetico modificato mutilato ma
nessuna donna potrà avere un'erezione e nessun uomo una mestruazione o un rogasmo vaginale nè clitorideo. Allora che senso ha? Io credo che accettare il proprio corpo mutilato come un compromesso accettabile per sentirsi donna sia una offesa al corpo femminle, quello geneticamente determinato. Il male sta nel fatto che si pretende di far corrispondere a una idea dell'uomo (della donna) insomma, del genere umano, una parola, un concetto, a uno stato fisico, ma questo è ridicolo è come pretendere di dare sostanza fisica ai concetti astratti che anche se non esistono fisicamente ci sono.
Se un uomo si sente donna perchè per sentirsi donna deve truccarsi uniformandosi a un'idea di femminilità che pè più nell'immaginario maschile che in quello femminile (quante donne ci sono che non si truccano anche se vengono percepite come lesbiche dai soliti deficienti maschilisti?).
Insomma prima di arrivare a dare una origine fisica a questo sentire non può essere un sentimento astratto altrettanto importante di quello concreto e fisico ma non per questo esistente concretamente?
E che un uomo per sentirsi donna debba tagliarsi il pisello rendere

E' una sfida contro la crudeltà della natura, che li ha voluti scissi fra interno ed esterno...No questa non te la passo tu dai per scontato che questa scissione insanabile ci sia e che la natura sia stata crudele. Ma quando si parla di genere umano prima della natura (o dopo) arriva la cultura. Invece mi sembra che nell'ipotesi trans si parli solo di natura e mai di cultura (cultura in senso antropologico).

Certo, il corpo non riflette totalmente l'orientamento sessuale, ma in parte sì.Qui fai confusione di termini. Leggi quello che ha scritto prima di Te Gabriele L. L'orientamento sessuale non ha nulla a che fare con il sesso genetico. Questo è un dato di fatto. Altrimenti significherebbe che l'attrazione che io posso provare per gli uomini e/o le donne dipende dal mio sesso genetico. Invece non è così. Il termine che tu cerchi è identità di genere.
In ogni caso l'identità di genere non dovrebbe essere successiva al corpo sessuato? come fa a esserci prima? Di piùcosa significa?

E poi, che ne sai tu di cosa significa essere donna?Beh molto e nulla. Come ogni uomo. Compresi i trans. Operati o meno.

Perchè non ha una vagina vera? Aspetta. Che intendi per vagina "VERA"?
La vagina delle trans NON E' UNA VAGINA è un buco ricostruito chirurgicamente che ha le terminazioni nervose di quello che era un glande e le pareti irrorate da qualche vaso sanguigno e quindi più o meno "vivo". Questa è una non vagina non una vagina finta. Per stessa ammissione della nostra amica trans.
Se la vagina delle trans anche se artificiale avesse le stesse funzioni di una vagina naturale non solleverei tutti i dubbi che sto sollevando.

Comunque grazie per avermi scritto ogni tua domanda serve a chiare anche a me stesso la natura dei miei dubbi.

Ripeto, queste sono solo domande alle quali io stesso non riesco a trovare una risposta convincente.

Però che la nostra amica equipari il cambio di sesso al cambiare il colore dei capelli non ti sembra un'affermazione troppo disinvolta?

Alessandro Paesano ha detto...

Per Gabriele L.

E' assurda l'idea che una persona omosessuale decida di assumere l'aspetto dell'altro sesso per poter essere considerato del sesso opposto e quindi eterosessuale.Sono d'accordo con te. Ma questo non evita che, nell'immaginario collettivo eterosessista, gli e le omosessuali vengano percepiti come, rispettivamente, donne e uomini mancati... Allora se questo modo distorto di vedere le cose c'è perchè non potrebbe avere influenzato anche le trans e i trans?

Che vuol dire sentirsi donna nel corpo di un uomo e viceversa?
E' assurda l'idea che una persona omosessuale decida di assumere l'aspetto dell'altro sesso per poter essere considerato del sesso opposto e quindi eterosessuale.Però il percorso che fa è questo.
Un uomo (una donna) si sente donna (uomo) in che modo si sente donna e uomo? non ha forse a che fare col proprio orientamento sessuale?

Anche perchè la condizione di una persona transessuale è molto più difficile da vivere in questa società rispetto a quella di una persona omosessuale. Hai perfettamente ragione. E dovremmo fare molto per garantire loro una disinvolta accettazione sociale.

Inoltre, se così fosse, non esisterebbero persone transessuali e allo stesso tempo omosessualiBravo! Invece esistono!!!
Ora io sono uomo, ho un pene, e mi piacciono le donne. Ma mi sento donna alla quale piacciono le donne.

Bel giro arzigogolato...
Come fa a essere una disfunzione fisica e non psicologica? e se è psicologica come fa a riguardare il corpo?

Allora diciamo che i e le trans hanno disagi psichici (cioè culturali) col proprio corpo e che si decide di modificarlo chirurgicamente per farli stare se non bene meno male.
MA questo è ben diverso dal dire che sono persone la cui essenza di identità di genere è nel corpo genetico sessuale sbagliato. O no?

E' questo che contesto non le e i trans in carne ed ossa.

Insomma, transessualità e omosessualità hanno a che fare rispettivamente col genere sessuale e con i gusti sessuali, e hanno solo in comune la diversità sessuale rispetto alla maggior parte della popolazione (e le lotte collegate ad essa), per il resto non possono essere minimamente assimilate, confuse, o in ogni caso fatte dipendere una dall'altra.Infatti io non li confondo, non li assimilo, e non li faccio dipendere l'uno dall'altro.

Dubito solo fortemente che il transessualismo abbia una base concreta. Credo sia solo una questione di concetti, di idee, storicamente determinate dunque, che non ha però una base concreta. Bada dico concreta come è concreto il significato della parola mela da contrappore ad astratto come lo ha il significato della parola giustizia. La mela la mangi. La giustizia è un concetto che cambia a seconda dell'epoca e del regime (democratico o no) in cui vivi.

Io critico la semplificazione concreta del transessualismo. L'esempio che facevo con i gay e le lesbiche era solo per riportare la questione al livello simbolico culturale e non a quello concreto dove sembra stare.

Un'ultima cosa. Sono così d'accordo con te che omosessualità e transessualismo non abbiano nulla in comune (tranne nel caso i trans gay e lesbiche) che io non sopporto che il transessualismo sia nella piattaforma gay e lesbica e bisex.
Le trans i trans sono un probelma dell'eterosessualità...


Grazie per avermi scritto!

Paolo M. ha detto...

ho letto questo post propio il giorno che ho deciso di farmi la tinta.

Gabriele L. ha detto...

Sì, so che non confondi le due cose, il mio "confondere" e "fatte dipendere l'una dall'altra" era riferito al preciso esempio (dubbio) che hai portato. Appunto per il fatto che tu condividi che lo stigma del transessuale sia più pesante di quello dell'omosessuale, dico che questo è già un buon motivo per cui un omosessuale non 'diventerebbe' trans. Per il fatto delle persone allo stesso tempo transessuali e omosessuali, hai scritto "e invece esistono", perchè "invece"? Io sostenevo proprio questo, che esistono, non il contrario, e quindi anche in virtù della loro esistenza cade la teoria che un gay diventi trans per potersi "camuffare" da etero :)

Chat Noir ha detto...

"E' una sfida contro la crudeltà della natura, che li ha voluti scissi fra interno ed esterno..."

rabbrividisco...

Anonimo ha detto...

@chat noir
spiace averti fatto rabbrividire...
La scissione fra corpo e mente, non è uno scherzo; anche se detta così può sembrare una banalità
@alessandro
quando dici:
'Però che la nostra amica equipari il cambio di sesso al cambiare il colore dei capelli non ti sembra un'affermazione troppo disinvolta?'
mi sembra un rilievo da moralista;
infine quando dici:
'Le trans i trans sono un probelma dell'eterosessualità...', mi viene da chiederti:
- ma di cosa stiamo parlando?-

Alessandro Paesano ha detto...

Lo stigma del transessuale sia più pesante di quello dell'omosessuale, dico che questo è già un buon motivo per cui un omosessuale non 'diventerebbe' transIo stavo parlando di ben altro. Di cornici narrative. Dubito che la cornice narrativa trans abbia un senso. Trovo più conformi altre spiegazioni, come quella della normalizzazione dell'omosessualità in transessualismo. Non parlo di "origini" o "cause" ma di cornici narrative nell'immaginario collettivo...

questo risponde anche alle tue considerazioni successive, quando parli di "teoria".


La scissione fra corpo e mente, non è uno scherzo; anche se detta così può sembrare una banalità detta così

E' una banalità.

Cosa è la mente? cosa è il corpo? in cosa sono scissi?
cosa si intente per mente maschile e mente femminile scisse dal corpo?
io sollevavo queste domande tu risolvi tutto con una banalità da show tv...

'Però che la nostra amica equipari il cambio di sesso al cambiare il colore dei capelli non ti sembra un'affermazione troppo disinvolta?'
mi sembra un rilievo da moralista;
E' una rilevanza etica. politica. non morale, né tanto meno moralistica. Se non ti fa tremare i polsi sei tu a essere superficiale e non io a essere moralista. Tagliarsi il cazzo non è come cambiare tinta ai capelli per dio!

Non difenderti dietro una categoria. Io ho fatto un ragionamento. Tu rimani ai giudizi non entri nel merito li bolli con altri giudizi...

'Le trans i trans sono un probelma dell'eterosessualità...', mi viene da chiederti:
- ma di cosa stiamo parlando?-
"(...) I transessuali sono i veri campioni dell'eterosessualità, dovrebbero essere presi a bandiera e simbolo degli etero: sono infatti talmente eterosessuali da andare contro il proprio sesso anatomico pur di avere rapporti con l'altro sesso. Il transessuale anatomicamente maschio (...) è in realtà una donna eterosessuale. Niente a che vedere con l'omosessuale che è un maschio a tutti gli effetti e proprio per questo desidera un altro maschio (...) La transessualità è un pezzo di mondo eterosessuale, non omosessuale. Un "problema" dell'eterosessualità non dell'omosessualità; una "varianza" non nel campo dell'omosessualità, ma in quello dell'eterosessualità".

Piergiorgio Paterlini Manuale di educazione sessuale per gay ed etero Zelig, Milano 1995 pp. 50-51,

Ecco di cosa stiamo parlando...

Credo che a Silvia non devi delle scuse ma una spiegazione per una frase fatta usata con tanta disinvoltura....

Anonimo ha detto...

non devo spiegazioni a nessuno.
Questo è un blog, non certamente un aula di tribunale (almeno spero).
Quanto alla disinvoltura stai parlando di te e di questo post, nel quale giudichi, e parli - (tu non io) in questo modo. Ti cito:- 'E' una rilevanza etica. politica. non morale, né tanto meno moralistica. Se non ti fa tremare i polsi sei tu a essere superficiale e non io a essere moralista. Tagliarsi il cazzo non è come cambiare tinta ai capelli per dio!' - Leggendo queste parole, questa volta i brividi li provo io! Etica e politica.?!? Mi chiedo se mi devi delle spiegazioni... Quanto a Paterlini, spiace per te e la tua bella citazione, ma io non ho bisogno di 'omosessuologi' per esprimere quello che penso e avvalorare il mio pensiero. Grazie.

Alessandro Paesano ha detto...

non devo spiegazioni a nessuno.
Questo è un blog, non certamente un aula di tribunale (almeno spero).
Ci mancherebbe altro! ma certo se fai una dichiarazione, qui come altrove sei sempre responsabile di quel che dici e se lo dici a qualcuno questi ha diritto a chiedertene d'onde...

Quanto alla disinvoltura stai parlando di te e di questo post, nel quale giudichi, e parli - (tu non io) in questo modo. Ti cito:- 'E' una rilevanza etica. politica. non morale, né tanto meno moralistica. Se non ti fa tremare i polsi sei tu a essere superficiale e non io a essere moralista. Tagliarsi il cazzo non è come cambiare tinta ai capelli per dio!' - Esatto e mi fa inorridire il fatto che tu possa mettere queste due cose sullo stesso piano.
Non giudico Te (non ti conosco nemmeno, come potrei) giudico quello che hai scritto.

Leggendo queste parole, questa volta i brividi li provo io! Etica e politica.?!? Mi chiedo se mi devi delle spiegazioni...


Mi sembra che delle spiegazioni sto tentando di dartele. Sei tu che dici che non ne devi a me...


Quanto a Paterlini, spiace per te e la tua bella citazione, ma io non ho bisogno di 'omosessuologi' per esprimere quello che penso e avvalorare il mio pensiero. Grazie.E no!
Non puoi prima chiedermi che cosa sto dicendo come per dire "ti capisci solo tu" e poi quando ti dimostro le credenziali che mi hai implicitamente chiesto dirmi che non hai bisogno di auctoritas per parlare.
Sei tu che me le hai chieste, ricordi? 'Le trans i trans sono un problema dell'eterosessualità...', mi viene da chiederti:
- ma di cosa stiamo parlando?-
Ecco. Ora lo sai.

Anonimo ha detto...

Paesanini, io sinceramente non capisco le tue perplessità. La realtà è molto semplice, basta semplicemente accettare sfumature diverse da quelle a cui siamo abituati, specie se non influenzano negativamente la nostra vita.

Innanzitutto, la trans che hai citato non parla di genitali, ma di corpo. Non si tratta di mozzare un pisello o ricostruirlo artificialmente. Dovresti ben sapere che la sessualità è genitali esterni, interni, caratteri sessuali primari e secondari,ormoni, chimica, cervello... soprattutto cervello. Quella cosa che fa funzionare il pisello e la fica, che da soli servono proprio a poco. Il trans di cui sopra non parla di genitali, non stiamo parlando di pratiche di body modification o nullification, allora avresti ragione, ma di corporeità e psiche.

Adeguamento dell'identità di genere a quella biologica. E' un problema serio, riconosciuto tanto da essere previsto dal nostro prontuario medico, ed è ben altro rispetto al taglio di capelli provocatoriamente citato. Non ti tagliano il pisello così alla leggera, fidati, neanche se lo chiedi in ginocchio. E' un'operazione che serve a rendere accettabile la vita a persone che non si sentono a proprio agio nel proprio corpo, così come si sentirebbe chi avesse 4 gambe, il volto bruciato o qualsiasi altro aspetto che possa minare la serenità, la visione di sé e la socializzazione. C'è chi se lo tiene e chi cerca di migliorare la propria condizione psichica.

Tra parentesi, pensa agli ermafroditi, il cui sesso viene "diretto" praticamente alla nascita da mano esterna. Da decenni. O alle donne che nascono con malformazioni ai genitali, per cui magari non avranno mai le mestruazioni. O ai maschi sterili... Cosa definisce l'uomo e la donna, lo sperma o il mestruo? Sei molto di più del tuo pisello.

Hai ragione, probabilmente un trans non saprà mai cosa vuol dire essere donne biologiche, ma non è detto che gli interessi. Allo stesso modo però tu non saprai mai cosa vuol dire avere un disturbo dell'identità di genere e cosa desideri un trans, come ci si senta. Indi supposizioni in tal senso lasciano il tempo che trovano.

Ah, un trans non necessariamente si opera per essere considerato un eterosessuale del sesso opposto. I problemi di identità di genere non sono legati necessariamente ad un'omosessualità che si vuole sanare. Si tratta di visione di sé, non di desiderio. Esistono gay e lesbiche che sono ben contente di essere del proprio sesso, così come esistono trans che cambiano sesso perché si sentono omosessuali in un corpo sbagliato. In pratica un uomo che se lo taglia per stare con la propria donna da donna, perché si sente una lesbica.
Così come esistono quelli che non si sentono né maschi né femmine, ma transgender, e non si operano.

La realtà è talmente complicata che l'accetta e le mutilazioni c'entrano poco.
Perplessa.

Alessandro Paesano ha detto...

Ciao Perplessa.
Sono d'accordo con molte delle cose che dici, su altre no e quelle confermano ancora di più i miei dubbi.

Le tue considerazioni però mi hanno fatto capire che, per quello che ho detto, almeno in parte, sono stato frainteso. Cercherò quindi di chiarire la mia posizione,e, soprattutto, i miei dubbi.

La realtà è molto semplice, basta semplicemente accettare sfumature diverse da quelle a cui siamo abituati, specie se non influenzano negativamente la nostra vita.
La realtà non è semplice. Soprattutto se per semplice si intende qualcosa di evidente, di chiaro a tutti. Le sfumature bisogna poi vedere se sono nella realtà o nella testa di chi guarda la realtà.

Questo è proprio quello che intendo. Che se il transessualismo sta dentro la testa delle persone non è detto che corrisponda a uno stato reale nel mondo esterno.
D'altronde lo dici anche tu quando affermi: E' un'operazione che serve a rendere accettabile la vita a persone che non si sentono a proprio agio nel proprio corpo, così come si sentirebbe chi avesse 4 gambe, il volto bruciato o qualsiasi altro aspetto che possa minare la serenità, la visione di sé e la socializzazione.Il transessualismo non vuole mutilare un corpo (con mutilare intendo non solo tagliare ma modificare)
per renderlo più affine all'immagine che di quel corpo ha il proprio possessore ma vuole ripristinare quel corpo a un modello che per sbaglio non si è ottenuto.

Innanzitutto, la trans che hai citato non parla di genitali, ma di corpo. Non si tratta di mozzare un pisello o ricostruirlo artificialmente.Sì certamente si tratta di cambiare radicalmente il corpo, il pisello come parte per il tutto...


Dovresti ben sapere che la sessualità è genitali esterni, interni, caratteri sessuali primari e secondari,ormoni, chimica, cervello... soprattutto cervello. Quella cosa che fa funzionare il pisello e la fica, che da soli servono proprio a poco. Il trans di cui sopra non parla di genitaliQui sbagli, te lo quoto:
"il mio corpo non andava bene, non rifletteva per nulla la mia personalità, la mia interiorità, le mie fantasie, le mie aspirazioni, e l'ho cambiato. così come avrei cambiato la mia tinta di capelli se non mi fosse andata bene"

Non parla solamente di genitali, ma di tutto il corpo quindi anche dei genitali.

(segue)

Alessandro Paesano ha detto...

(segue dal commento precedente)

non stiamo parlando di pratiche di body modification o nullification, allora avresti ragione, ma di corporeità e psiche.
Adeguamento dell'identità di genere a quella biologica.
Ecco il nodo.
L'identità di genere dipende dal corpo e dalla cultura.
Come si fa a dire che è l'identità a determinare il corpo e non viceversa se non per mezzo della cultura?

E' un problema serio, riconosciuto tanto da essere previsto dal nostro prontuario medico, ed è ben altro rispetto al taglio di capelli provocatoriamente citato.

Beh su questo allora la pensi come me...

Non ti tagliano il pisello così alla leggera, fidati, neanche se lo chiedi in ginocchio. E' un'operazione che serve a rendere accettabile la vita a persone che non si sentono a proprio agio nel proprio corpo, così come si sentirebbe chi avesse 4 gambe, il volto bruciato o qualsiasi altro aspetto che possa minare la serenità, la visione di sé e la socializzazione. Io non do tutta questa importanza al pisello, ti tolgono i peli, ti limano il pomo d'adamo, etc etc..., ti impiantano due tette finte...
Ti modificano radicalmente il corpo per una identità sessuale che non sta nel corpo ma nella testa e dunque definita dalla cultura e da come reagiamo ad essa.

Tra parentesi, pensa agli ermafroditi, il cui sesso viene "diretto" praticamente alla nascita da mano esterna.

Scusa ma qui parti da un luogo comune non esiste in natura un ermafroditismo completo uno dei due sessi è più sviluppato dell'altro (che è solo un abbozzo) quini non c'è nulla da decidere, scusa....


O alle donne che nascono con malformazioni ai genitali, per cui magari non avranno mai le mestruazioni. O ai maschi sterili... Qui sei capziosa.
Io non parlo di fertilità
parlo di fisicità degli organi di riproduzione, parlo del cazzo e della fica

Uno sterile e una sterile
non faranno figli, ma a lui si rizza a lei si bagnano le pareti della vagina quando scopa, etc.

un/a trans non proverà mai la fisiologia completa del sesso di arrivo....


(segue)

Alessandro Paesano ha detto...

terza e ultima parte

Cosa definisce l'uomo e la donna, lo sperma o il mestruo?Fisicamente? il cazzo e la fica e tutte le altre differenze del corpo dettate dal sesso di appartenenza.

sei tu che parli di mestruo non io...


Sei molto di più del tuo pisello.Sì, ma qui entra in ballo la cultura non la fisiologia, fisiologicamente un maschio ha il cazzo una femmina la fica.


Hai ragione, probabilmente un trans non saprà mai cosa vuol dire essere donne biologiche, ma non è detto che gli interessi. Quindi vieni al mi discorso. Un trans che si opera non è uno smarrito che torna al suo corpo naturale ma uno che per motivi suoi diversi da caso in caso non accetta il corpo che ha e lo modifica (lo mutila) per avvicinarsi all'idea che ha del suo corpo ideale.
Ben diverso da quello che dicono le teorie del transessualismo...

Allo stesso modo però tu non saprai mai cosa vuol dire avere un disturbo dell'identità di genereNon credo che l'operazione transessuale sia una efficace pratica per risolvere il disturbo dell'identità di genere.

...e cosa desideri un trans, come ci si senta.Se per questo non so nemmeno come ci si sente a esser neri ma questo non mi esime a essere antirazzista... che c'entra scusa?
solo i trans possono parlare della loro "condizione"?

Indi supposizioni in tal senso lasciano il tempo che trovano.
Io non faccio supposizioni io ragiono su quello che sento e che i trans dicono.
Perché mi dici che non ne posso parlare?


Certo quando dici che c'è chi non si sente né maschio né femmina bisogna vedere cosa intendi.
se ti riferisci a tutti i comportamenti e i valori che proiettiamo su uomini e donne posso capirti e sono d'accordo con te.
Se ti riferisci, come intendo la parola "maschio" e "femmina" in questo caso visto che parliamo di transessualismo, cioè all'appartenere a uno dei due generi esistenti in natura credo che dire di non sentirsi nè portatori di fica né portatori di cazzo è ridicolo perché porta a un corpo asessuato che non può scopare...

Anzi ti dirò di più che comunque sia una trans operata anche se ha un buco al posto del cazzo continua a fare sesso con quel che resta del suo cazzo...
e non ha risolto affatto il problema di accettazione della propria sessualità.

Ma sono sicuro che essendo argomenti delicati e dando ognuno significati diversi alle stesse parole è difficile che ci si possa capire così, senza una comunicazione diretta...

Grazie per avermi scritto.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo con 'perplessa'.
Paesanini:
- Mai sentiti tanti pregiudizi tutti insieme!-
- Non è che sei invidioso di sti 'trans? '-
Ti sei perfino dimenticato che sono persone...
(dure le etichette a morire...Eh?)

Alessandro Paesano ha detto...

Pregiudizi?
Io ho fatto domande precise. Perché non provi a dare una risposta invece di affibbiare tu a me l'etichetta di persona che ha dei pregiudizi?

Per quanto riguarda il fatto che non considero i/le trans delle "persone" evidentemente hai dato una lettura sommaria del mio post. Se lo avessi letto con maggiore attenzione infatti avresti letto anche questo: e mie sono riserve teoriche ma che, naturalmente, ognuno è libero di fare quel che vuole del proprio corpo....

Ti va di provare a rispondere ai miei dubbi teorici?

O ti basta avermi affibbiato lo stigma di quello che è pieno di pregiudizi?

p.p. il mio cognome è Paesano....

Anonimo ha detto...

Gentile Paesano, mi farebbe piacere che evitassi di decontestualizzare frasi.Rischi di operare tagli in pensieri che hanno invece una conseguenzialità, stravolgendone il senso.

TI risponderò che esistono anche teste che non vogliono vedere sfumature, magari hanno bisogno di semplificare a modo loro qualcosa che crea conflitti interni.
Ci sarebbe da chiedersi: se i trans sono persone che hanno problemi, chi è turbato dalle loro scelte è completamente sereno?

Non si sta parlando di "mutilazione" forzata, ma di scelte. Di persone che hanno una vita interiore travagliata. Che meritano rispetto qualsiasi cosa pensino di sé. Io a riguardo non ho alcuna certezza, o meglio ne ho una: non sta a me giudicare, non posso sapere cosa provino certe persone. Indi che trovino le proprie soluzioni in santa pace, se questo non mi nuoce in alcun modo. Fine del discorso e come vedi è semplicissimo.

Tra parentesi, il transessualismo STA nella testa delle persone e CORRISPONDE al mondo reale, perché il reale ognuno di noi lo vive attraverso il proprio cervello. Nessuno di noi può conoscere o anche minimamente immaginare il reale al di fuori della propria raffigurazione mentale, o del solo concetto. Tutto ciò che conosciamo passa per i nostri organi di senso, viene filtrato ed elaborato. Questa è la realtà di cui parliamo.

Riguardo la parte che hai citato decontestualizzandola e separando frasi invece connesse, non mi sbaglio per niente. La trans ha scritto "il mio corpo". Non il mio pisello. Sei tu che riempi post di piselli mutilati o ricostruiti per dare risalto al tuo pensiero. La sineddoche è una figura retorica e queste si usano per creare un particolare effetto. Si parla ovviamente di tutto il corpo, quindi anche di genitali, ma sarebbe il caso che la smettessi di riferirti ESCLUSIVAMENTE alla "parte per il tutto" se non vuoi essere frainteso. A leggerti sembri uno che dà fondamentale importanza al pisello e riduce il tutto a questo. Poi fai te.

L'identità di genere non mi risulta dipenda dalla cultura, altrimenti al trans maschio, che sin da piccolo sicuramente avrà giocato con palloni da calcio e soldatini, non sarebbe mai venuta in mente l'idea di sentirsi donna, avrebbe assorbito la propria identità di genere dalla cultura.
La cultura serve a determinare i ruoli sociali, non l'identità di genere. Madre, sposa, casalinga o donna in affari, padre, sposo, atleta, astronauta o medico, patriarca, angelo del focolare, principessina e guerriero...
La cultura, specie se maggioritaria, tende invece a forzare l'identità di genere, non accettandone variazioni dalla norma, creando disastri psicologici. L'omosessualità e il transessualismo esistono anche in natura e in tutte le società umane, caratterizzate da culture profondamente diverse.

Per quanto riguarda l'ermafroditismo, c'è eccome da decidere: intervenire o meno. Se si lasciasse fare la natura, senza intervento esterno, quelle persone avrebbero apparati endocrini opposti a quelli del sesso apparente, magari entrambe le forme genitali di cui una (o entrambe) non funzionante.
La vita di un ermafrodito operato alla nascita invece si rincanala nel binario della funzionalità piena ed esclusiva di uno dei due sessi, ma è intervento esterno, non natura.

Esistono uomini a a cui non si è mai rizzato, donne che non hanno mai goduto o non si è mai eccitate. Hai presente le bimbe infibulate in tenera età?

Perplessa

Anonimo ha detto...

Sta donna biologica, poi. E' un'astrazione della tua mente, non esiste "La Donna Biologica", se non sui libri di anatomia, che non trattano psiche, sensazioni corporee, emotività.

Siamo tutte diverse. Forse. Perché nessuna di noi sa cosa provano le altre. Abbiamo tutte la fica, pare, ma questa è l'unica cosa confrontabile. A me pare poco.

Un trans non proverà mai la fisiologia completa del sesso di arrivo, questo però vale per ognuno di noi. Io non proverò mai la fisiologia completa di un'altra donna, figuriamoci di un uomo. Quello che dici dei trans vale per ognuno di noi.

Per me l'uomo o la donna sono definiti da quel complesso di pensieri, emozioni e -dal lato fisico- manifestazioni chimiche e ormonali connesse... che fanno sì che uno si senta uomo o donna. Parlo di complesso e sottolineo che la visione di sé differisce in ognuno di noi.

I trans non sono tutti uguali: ognuno ha le sue motivazioni intime. Ci sarà sicuramente quello che pensa di aver smarrito il sesso originale, così come quello che non accetta il proprio corpo e cerca di farlo combaciare con la propria idea di sé. Io non ho palle di vetro a riguardo.
Si tratta di capire quanto le persone interiorizzino le proprie sensazioni, tutte lecite. O a quali conclusioni giungano, tutte lecite.

Le teorie sul transessualismo dicono tutto e il contrario di tutto. Come ogni produzione umana sono interpretazione, non di certo verità. Sono labili nel tempo e cambiano specialmente con gli intenti. Ad esempio, a quali teorie fai riferimento? Ce ne sono tante in giro, molte delle quali conflittuali.

Io ho mai detto che non puoi parlare di trans? POTRESTI CITARE OVE? Ho detto che ciò che scrivi lascia il tempo che trova; questo ovviamente vale anche per me, per chiunque.
Ho semplicemente applicato il *tuo ragionamento* sul trans alle tue critiche: il trans non saprà mai cosa prova una donna (tua tesi); tu non saprai mai cosa desidera un trans né quello che proverà post operazione, né quello che prova una donna biologica. Se ne deduce che qualsiasi cosa tu possa pensare delle motivazioni di un trans si può applicare esattamente alle tue parole. Se questo è cercare di censurarti...

Sul non sentirsi né maschi né femmina, purtroppo non ti posso rispondere. Per il semplice motivo di sentirmi donna e contenta del mio sesso. Ti ho riportato degli umori, dovresti chiedere ai diretti interessati.

La trans operata fa sesso provando piacere con quello che resta delle terminazioni nervose, non con quello che resta del cazzo. Stavolta fai "il tutto per la parte"? Gira gira, sempre "cazzo" scrivi. Poi son gli altri che ti fraintendono.


Sempre più Perplessa.

Anonimo ha detto...

Ah, scusa l'insistenza, ma c'è un ultimo punto che vorrei sottolineare.

Tu fai supposizioni, ne fai eccome.

Tu non sai cosa desidera un trans, cosa prova, cosa proverà dopo l'operazione.

Non sai cosa prova una donna.

Però sai che sicuramente saranno cose diverse. Incontrovertibilmente e senza ombra di dubbio. Se non è una supposizione questa...


C'è poi una supposizione nidificata, ancora più insidiosa: che tutte le donne provino la stessa cosa, quel qualcosa che poi andrà confrontato con ciò che proverà la trans post-operazione.

Se rimuovi dai tuoi ragionamenti tutte queste premesse basate su altrettante incognite, ti renderai conto della loro consistenza.

Si può parlare con certezza di differenze quando si conosce quello che si confronta. Altrimenti le si suppone.

Perplessachevaamangiare.

claudia ha detto...

Le questioni che vengono sollevate in questa sede non sono affatto banali (e vabbè, ho scoperto l'acqua calda) per almeno due ragioni:

1) gli studi statistici sull'argomento sono pochi, o meglio poco conosciuti

2) le persone direttamente interessate, in genere, non intervengono, o magari non con la dovuta lucidità.
Per questo motivo ho deciso di scrivere.

Non riuscirò a toccare tutti i nodi concettuali che sono stati coinvolti, per cui, se si rendesse necessario, sono disponibile per ulteriori botta-risposta.

E' comprensibile che si facciano speculazioni teoriche sull'argomento, ma il modo in cui viene trattato il disturbo dell'identità di genere ha una sua storia, e se quanto previsto dalla legge è l'intervento di riassegnazione sessuale, questo avviene perchè in passato i tentativi di "correggere" il disturbo inquadrandolo come problema mentale si sono rivelati un fallimento, nel senso che non producevano benessere nella persona, e non hanno ridotto il numero di suicidi.

La condizione di transessualismo, cioè il disturbo dell'identità di genere, compare inoltre in paesi, contesti sociali e culturali ESTREMAMENTE eterogenei, il che rende del tutto ingiustificata l'ipotesi che questo sia causato da fattori ambientali. Basta parlare con un qualsiasi genetista per rendersene conto: tutti citeranno gli studi (ancora pochi, ancora poco conosciuti, ma più attendibili delle speculazioni solo teoriche) che mostrano come certe funzionalità cerebrali nei soggetti transessuali siano analoghe al sesso di elezione, e non quello biologico.
Quindi l'ambiente, le proiezioni culturali e i modelli influenzano certamente la persona, la direzione che intende dare alle sue scelte, il MODO in cui decide di vivere, ma non è giustificato ritenere che siano la causa del disturbo dell'identità di genere.

Identità di genere che è un concetto complesso, e ancora in evoluzione.

Nascere con il disturbo dell'identità di genere è certamente una condizione iniziale svantaggiosa, e tutto quello che una persona transessuale fa durante l'iter di adeguamento è mirato a migliorare il suo benessere complessivo, a stare meglio.
Il fatto che la condizione fisiologica di arrivo non sia uguale a quella degli altri esemplari del sesso di elezione non rende l'adeguamento meno necessario, per quanto detto prima.

Quello che voglio dire è che in assenza di una dimostrazione che possa essere solo teorica (e da matematica so bene quanto questo sarebbe, invece, definitivamente convincente) quello che fa fede sono gli esperimenti; rispondere alla domanda:
come si sentono, in media, le persone che hanno cambiato sesso?

E qui torniamo al secondo punto dell'introduzione, e cioè che le persone interessate raramente intervengono. Le ragioni possono essere tante, ma per esperienza diretta so che il più delle volte la voce delle persone transessuali "felici" (che è da intendere nel senso di "che hanno superato le difficoltà relative a questa condizione") è latitante proprio perchè sono "felici", e non hanno nessuna voglia di mettersi a spiegare questo e quello. Io ho deciso di postare questo scritto perchè credo appunto che siano le voci più credibili. [...]-continua

claudia ha detto...

-continua [...]
Concludo quindi dando la mia personale risposta:

essermi sottoposta al trattamento ormonale e chirurgico per l'adeguamento sessuale ha migliorato la mia vita, (e non intendo certo dire che l'ha resa perfetta). Alcune delle ragioni sono queste:
Perchè quando mi guardo allo specchio, per quanto possa piacermi o non piacermi come tutti, ho la sensazione di pace e di corrispondenza che prima non avevo.
Perchè nonostante la neovagina sia stata ricavata dal pene, e nonostante la sua struttura sia diversa da quella delle vagine naturali, mi sento più a mio agio in questo modo che nell'altro.
Perchè la mia vita sociale è, adesso, più serena: io sono una donna e mi comporto come tale, e come tale sono riuscita a costruire quello che ho: relazioni, università, lavoro. Tutte cose che, diversamente, non sarei riuscita a costruire con la stessa soddisfazione, data la paralizzante condizione di inadeguatezza.

Saluti,
Claudia

Alessandro Paesano ha detto...

Sono felice se tu sei più felice ora. Poco importano tutte le mie osservazioni teoriche che, volutamente, non prendono in considerazione le persone transessuali, quelle concrete. Questo deve essere il punto di vista privilegiato e il raggiungimento della felicità, o, in ogni caso, un miglioramento rispetto la condizione precedente, rende secondario il punto di vista teorico.

Detto e riconosciuto questo le tue argomentazioni teoriche sono di tono ben diverso da quelle che di solito leggo, o anche da quelle scritte qui da altre/i, sei giustamente interessata ad un punto di vista pragmatico col quale mi trovi essenzialmente d'accordo.

Non mi convince invece l'unico assunto teorico che poni:
La condizione di transessualismo, cioè il disturbo dell'identità di genere, compare inoltre in paesi, contesti sociali e culturali ESTREMAMENTE eterogenei, il che rende del tutto ingiustificata l'ipotesi che questo sia causato da fattori ambientali.

Non mi apre che ci siano così forti differenze tra l'idea del ruolo della donna in India o nell'Italia fascista.

Inoltre eliminare il condizionamento ambientale del tutto semplicemente perché la società è diversa in paesi diversi è mal posta e sociologicamente debole. Nessun genetista che sia veramente tale può ignorare i fattori ambientali.
Inoltre, se questa tua brutale semplificazione fosse vera, allora anche l'omosessualità avrebbe una causa (Sic) genetica.
Da quello che scrivi sono sempre più convinto invece che non si tratti di genetica ma di aspetti psicologici dunque ambientali...
Ma poco importa la causa se l'operazione risolve il disturbo.

certe funzionalità cerebrali nei soggetti transessuali siano analoghe al sesso di elezione, e non quello biologico.
ci sono studi analoghi anche in campo omosessuale (me ne sono occupato in un altro post) ma di quali funzionalità parli?
E' un campo scivoloso perché è pieno di pregiudizi e ragionamenti impliciti.
Cose che sono percepite come afferenti al femminile e non al maschile dipendono dall'idea che abbiamo di maschile e femminile e non dalle funzionalità biologiche dei due sessi...
Cose invece afferenti ala sfera strettamente biologica in nessun caso posso essere riportate ala sfera transessuale.
nessuno può scientificamente dire che il cervello di un uomo transessuale è uguale a quello di una donna. Forse può esserlo la mente che è culturale non certo il cervello...

Ma, ripeto, la parte più importante, secondo me, del tuo intervento è la tua testimonianza di felicità. A me basta questo per rallegrarmi. D'altronde, come spero di aver sufficientemente reso chiaro, le mie riservi sono teoriche e non intaccano minimamente la legittimità o il diritto all'autodeterminazione delle singole e concrete persone transessuali.
Quali che ne siano "le cause".

Grazie per avermi scritto, davvero

claudia ha detto...

http://www.examiner.com.au/news/national/national/general/scientists-find-a-gene-for-the-transsexual-experience/1343808.aspx

http://www.shb-info.org/sitebuildercontent/sitebuilderfiles/etiology-definition.pdf

Saluti,
Claudia

Anonimo ha detto...

Paesano, ti lascio uno spunto di riflessione facendo un paragone tra due situazioni diverse: anoressia e transessualismo.

Direi che la prima rappresenta correttamente quello che dicevi: patologia psichica che viene interpretata come apparente dismorfismo da chi ne soffre, come se il problema corporeo fosse la causa e non il sintomo. Non a caso l'anoressia non viene curata assecondando il malato nel suo desiderio di trasformazione, che tra l'altro porterebbe alla morte, perché esso non è finalizzato a migliorare, ma all'autodistruzione. E' inoltre un desiderio distorto, perché non ha un punto di arrivo, è solo un rifiuto, continuo, ossessivo, crescente, mai pago.

Il transessualismo è invece una situazione diversa, e come tale viene inquadrata dalla medicina. Si tratta di persone con problemi, nel senso di difficoltà emotive, ma non psichiatriche; difficoltà che possono essere individuate in modo netto nella discrepanza tra sesso biologico e identità di genere. Risolto questo nodo, la vita di queste persone diventa non dico serena, ma sicuramente più serena. In pratica c'è un problema esterno, risolvibile, oggettivo.

Mentre un'anoressica non troverà pace neanche se pesasse 20 kg, un trans operato può iniziare a fare la vita sempre desiderata, rasserenandosi.

La vera differenza è questa.

Riguardo la persona che ha dato origine alla discussione, e quella frase contestata, il cambiare sesso come andare dal parrucchiere, mi permetto di dare una mia interpretazione.

Probabilmente i trans, così come tutti noi, ne hanno le palle piene dei problemi. Specie quando li vivono. Specie quando li superano. Specie se la gente continua a vederli, immaginarli e descriverli come persone perennemente sofferenti o in difficoltà. Dei derelitti. E che palle. Una risposta del genere, così provocatoria, verrebbe pure a me che non vivo la loro situazione. Leggerezza, ogni tanto serve anche questo. Leggerezza nei toni, rispetto, allegria nella vita. Loro sono felici come tutti noi, o comunque possono esserlo come tutti noi, sbattercelo in faccia ogni tanto fa bene. Altro che commiserarli a prescindere.
Perplessa

Ps Claudia, in bocca al lupo per tutto ;)

Alessandro Paesano ha detto...

Allora la pensiamo davvero allo stesso modo. Il transessualismo non è uno stato oggettivo, fisico, biologico. E' un problema mentale (della mente, non psichiatrico) ed è una soluzione radicale che però migliora la vita di molte persone.
Nulla da eccepire su questo. a se ricordi le mie domande erano teoriche non mettevano in dubbio le persone transessuali ma le spiegazioni dietro di loro. E su quelle che ho ragionato e che mi sono permesso di criticare.

Non sulle persone operate se sono felici. Chi sono io per giudicare gli altri?

continuo invece a nutrire dubbi sulle origini genetiche del transessualismo come dell'omosessualità.

credo ne potere delle parole che possono essere così male vissute da indurre a mutilazioni de l proprio corpo. Ma ci si mutila per molto meno. Ma non giustifichiamo un uso concreto di termini astratti dando a questo uso una base oggettiva, organica, medica.
credo di avere posto domande precise alle quali nessuno mi ha risposto.

cosa vuol dire sentirsi uomo o donna al di là del proprio corpo sessuato?

io credo che ci sia un unico sentire in senso stretto quello relativo al proprio corpo sessuato
il sentirsi nel significato di come ci si vede, l'immagine che abbiamo di noi stessi non dovrebbe avere per forza una base fisica. Io posso sentirmi donna al di la del mio corpo che evidentemente è maschile senza modificarlo per forza.
viceversa posso sentire il bisogno disperato di adeguare l'idea che ho di me a un'apparenza oggettiva e operarmi.
Ma per favore non mi parlate di geni!!!!

Anonimo ha detto...

Paesano, a me sembra che in questi commenti nessuno abbia parlato di geni. Sei tu che hai cominciato questa discussione (provocatoria a mio avviso), e forse se ne hai la voglia, potresti chiederti perché hai sentito questo bisogno.
Ho riletto quanto scrivevi su Luxuria all'apertura del tuo post:
'la disperazione che rendei i corpi Trans quel simulacro estremo a un corpo sognato e agognato in maniera così distorta'.
Che tipo di discussione può scaturire da questo modo di descrivere un fenomeno?
Ti sei almeno chiesto perché sulla generalità di tutti i corpi trans,cogli solamente la disperazione?
Altro che 'domande precise a cui nessuno ti ha risposto'.
Certo è, che io non la chiamerei discussione teorica.. Voglio dire però, che le persone che hanno commentato hanno dato prova di grande laicità che forse a te è mancata, e non chiamerei affatto le tue osservazioni 'domande teoriche' che mi sembra francamente disonesto da un punto di vista intellettuale.
Comunque grazie per aver aperto un dibattito

Lilo_Y.

Alessandro Paesano ha detto...

Ciao Lylo, avrai anche riletto i miei commenti, certo è che o hai letto male o hai fatto una lettura davvero parziale.
Di cavolate ne scrivo tante, ma la tua vulgata del mio pensiero, di quello che ne emerge dai miei commenti, è davvero ingiusto.
Proverò a risponderti, punto per punto.

Paesano, a me sembra che in questi commenti nessuno abbia parlato di geni.

Ti sbagli.
ecco il passaggio cui mi riferivo (dal commento di Claudia):
La condizione di transessualismo, cioè il disturbo dell'identità di genere, compare inoltre in paesi, contesti sociali e culturali ESTREMAMENTE eterogenei, il che rende del tutto ingiustificata l'ipotesi che questo sia causato da fattori ambientali. Basta parlare con un qualsiasi genetista per rendersene conto: tutti citeranno gli studi (ancora pochi, ancora poco conosciuti, ma più attendibili delle speculazioni solo teoriche) che mostrano come certe funzionalità cerebrali nei soggetti transessuali siano analoghe al sesso di elezione, e non quello biologico.

Di cosa si occupano i genetisti?...

Proseguiamo.
Sei tu che hai cominciato questa discussione (provocatoria a mio avviso), e forse se ne hai la voglia, potresti chiederti perché hai sentito questo bisogno.

Beh dovresti rileggerti questo post, forse, più che quello su Luxuria...

In più punti spiego perché mi sono posto queste domande, perdonami se cito me stesso...
"il transessualismo non è il disperato tentativo di normalizzazione attraverso una radicale manipolazione del proprio corpo di un'idea distorta di rapporti intersessuali? Che cioè sia il corpo, la sua appartenenza genetica-sessuale a decidere del mio orientamento?
Chi mi dice che non sia il disperato tentativo di chi non sopportando la propria omosessualità (vista in maniera distorta) si convince così di normalizzarsi?"

Questa è la questione centrale che pongo.

Alessandro Paesano ha detto...

(segue dal commento precedente)
Ho riletto quanto scrivevi su Luxuria all'apertura del tuo post:
'la disperazione che rendei i corpi Trans quel simulacro estremo a un corpo sognato e agognato in maniera così distorta'.
Che tipo di discussione può scaturire da questo modo di descrivere un fenomeno?


Questo quello che scrivo nel post su Vladimir, qui ho ricondotto la discussione su un piano più generale e meno tranchant. Quando hai letto (male) quel che ho scritto ti sono sfuggiti questi passaggi:

"Il 22 agosto del 2008 pubblicavo un post su Vladimir Luxuria nel quale, tra le altre cose, facevo delle considerazioni davvero tranchant (ehm...) sul transessualismo (...)
Tempo dopo ricevo un commento giustamente incazzato di una trans di Bologna. Nasce un veloce scambio di battute nel quale preciso che le mie sono riserve teoriche ma che, naturalmente, ognuno è libero di fare quel che vuole del proprio corpo..."

Mi poni poi una domanda interessante: Ti sei almeno chiesto perché sulla generalità di tutti i corpi trans,cogli solamente la disperazione?

LA risposta è smeplice, perché nell'immaginario collettivo, il transessualismo ci viene presentato come il percorso doloroso (sia a livello psicologico che fisico) di un'anima tormentata che, non accettando il corpo in cui si trova, fa di tutto per approdare al corpo cui sente idealmente di appartenere. E' un percorso duro che attua scelte radicali. L'approdo è felice? Non lo metto in dubbio. Anzi ne sono contento (come ho detto a Claudia).

Altro che 'domande precise a cui nessuno ti ha risposto'.

Beh ne ho fatte di domande, magari per te non sono precise come credo, ma nessuno mi ha dato ancora una risposta soddisfacente...

Certo è, che io non la chiamerei discussione teorica.. Voglio dire però, che le persone che hanno commentato hanno dato prova di grande laicità che forse a te è mancata, e non chiamerei affatto le tue osservazioni 'domande teoriche' che mi sembra francamente disonesto da un punto di vista intellettuale.

Eppure ho ripetutamente chiarito il contrario. Basta leggere i miei commenti (ma tu lo hai davvero fatto?) non gidico le persone ma le spiegazioni "esistenziali" che ci sono dietro il fenomeno. Sono quelle a interessarmi...

Non devo mostrare a te le mie credenziali di persona laica ma se avessi letto un decimo dei mie post capisci che non sono dogmatico (aggettivo più preciso di "non laico" come mi accusi tu) a meno che per dogmatico non intendi la mia fiducia nella scienza, nella democrazia, e nella discussione critica...

Certo, date le approssimazioni che fai sul mio discorso, è ridicolo leggere che io non sono intellettualmente onset.
Il bue dice cornuto all'asino.

Prova, se vuoi, a rispondere alle mie domande, o a criticarne i presupposti da cui partono, ma con un pensiero dialogico, di confronto, non semplicemente dicendo che è un pensiero dogmatico e intellettualizzate disonesto, provocatorio e non non teorico.
Questo è solo un modo per eludere le domande che pongo, mettendo a tacere la questione accusando chi la pone pur di non provare a rispondere.

Il fatto che, a distanza di tempo, ricevo ancora così tanti commenti, vuol dire che ho comunque colpito nel segno e affrontato temi che, evidentemente, vanno a toccare qualche nervo scoperto...

Anonimo ha detto...

Paesano, un conto sono le questioni 'esistenziali' che ci sono dietro il fenomeno e sulle quali si dovrebbe chiedere a chi nella propria esistenza con quelle questioni ha fatto i conti; altra cosa è l'immaginario collettivo, altra cosa ancora è una discussione teorica. Cosa infine ancora diversa sono i tuoi turbamenti intorno alle scelte degli altri.
Di quale teorie parli?
Riposto il tuo commento su Luxuria, che è la radice ideologica di questo post e che denota tutt'altro che volontà di discussione teorica.Lo riposto anche perchè autocitandoti, te la sei cavata dicendoti che era una discussione un po' 'tranchant':
'la disperazione che rendei i corpi Trans quel simulacro estremo a un corpo sognato e agognato in maniera così distorta che è tanto più ridicolo perché appare quello che non potrà essere mai (essere una donna non significa avere due tette o una vagina, e, in ogni caso, quella delle trans è tutto tranne che una vagina: niente mestruazioni, niente secrezioni, poca sensibilità al piacere, niente contrazioni pelviche. La vagina delle trans è molto più vicina all'idea che ne hanno gli uomini: è un buco'
Io non definirei tranchant un'idea espressa in modo così chiaro: più che tagliente è un pensiero molto preciso, dal quale emerge un tuo pregiudizio personale,ovvero quello del sospetto che queste persone cambino il loro corpo per ricadere in una dialettica eterosessuale;se capisco bene, lo fanno per costituire il sogno del maschio eterosessuale.Ammettendo che sia così e non lo escludo che per taluni lo possa essere, non ci trovo nulla di biasimevole. Evidentemente anche questo segmento psichico di desideri, anche questa esigenza profonda, fa parte di un vissuto sul quale dovresti avere un po' più di rispetto. La psiche è una cosa delicata e starei bene attento a considerarla 'staccata' dal corpo.
Infine credo che l'immaginario collettivo di cui parli in cui ci viene presentato il percorso del trans come doloroso, è proprio quello innescato dai pregiudizi che la società produce continuamente di fronte a delle scelte che toccano dimensioni identitarie e del desiderio molto profonde. Il tuo dubbio in fondo sta tutto qui:
lo fanno per piacere agli eterosessuali? E anche se fosse? Certo non si direbbe questa una domanda propriamente domanda teorica. Forse, ripeto è qualcosa che anzitutto ti turba.
Infine sono d'accordo sul fatto che il tuo post tocca qualche 'nervo scoperto'; il punto è che i tuoi nervi scoperti non dovrebbero inquinare le tue posizioni teoriche e la tua fiducia - come dici tu -nella scienza, nella democrazia e nella discussione critica.

Lilo_Y.

Anonimo ha detto...

Ancora infine un'altra domanda: chi ti dice che gli uomini abbiano tutti l'idea che la vagina delle donne sia un buco?
Strana posizione iniziale, per discutere scientificamente di un tema.
Mi rammenta posizioni analoghe come quelle di chi vuole discutere di 'omosessualità'(sic)e comincia la sua indagine dal presupposto che 'si è' tali poiché nell'infanzia c'è stato un rapporto distante col padre...
Gira e rigira si finisce sempre con lo scambiare i propri dubbi personali quali emozioni, turbamenti, ecc., con delle posizioni scientifiche...
Grazie comunque per la risposta
Lilo_Y.

Alessandro Paesano ha detto...

Ok finalmente ci confrontiamo e mi sembra che tu dica cose molto interessanti e su molte delle quali sono d'accordo.

C'è un punto sul quale siamo d'accordo totalmente, quando dici che non si può staccare la mente dal corpo.
MA non è forse quello che si dice nello spiegare il fenomeno trans?

Io non ce l'ho con i trans, minimamente.
ho dei dubbi sulle teorie che ci sono dietro questo fenomeno.

Dubito che abbia senso dire che l'essenza di una donna sta dentro il corpo di un uomo o viceversa.
Perché per me quell'essenza ha senso solo se radicata in un corpo e un corpo maschile come può sentirsi femminile (o viceversa?).

Mi sembrano sciocchezze.
detto questo attenzione non nego i diritti elle persone transessuali.
creso solo siano una soluzione sbagliata a un problema altrettanto mal posto. poi le persone transessuali sono un'altra cosa e meritano tutto il rispetto mio e altrui.
non sono pregiudizi sulle persone ma dubbi filosofici logici e scientifici sulla spiegazione che sta a monte del transessualismo.

sentirsi donna o uomo sono secondo me concetti culturali e radicarli in un'appartenenza a un corpo fisico è una visione ingenua e pericolosa.

Ma vedi io parto dal presupposto che accetto il mio copro per quello che è bello brutto maschile femminile e che costruire la mia identità ha molto più a che fare con le mise scelte che con il mio aspetto fisico.

sul fatto che per la maggioranza dei maschi la donna sia un buco è purtroppo un dato di fatto.
io non credo minimamente la donna sia solo quello ma molti mie co-genere sì...

quello che forse ti sfugge delmio discorso è che un maschio che diventa donna esclude la donna quella vera anche se afferma che si sente una di loro. Perché è resta un maschio, un uomo, non sarà mai una donna come le altre.

quindi quando dici che se capisco bene, lo fanno per costituire il sogno del maschio eterosessuale. ti sfugge che lo fanno per seguire il loro stesso sogno. Non quello di un'altra persona che magari amano...
non c'è niente di romantico nel transessualismo ci vedo solo il delirio di chi confonde sentire identità di genere e fisicità...

Tu prosegui Ammettendo che sia così e non lo escludo che per taluni lo possa essere, non ci trovo nulla di biasimevole. E qui sta tutta la nostra differenza. se quello che dico è vero c'è da biasimare eccome!
E' questa disinvoltura etica che mi lascia perplesso. Siccome se critichi i trans sei tacciato di trans fobia e omofobia allora accetti tutto supinamente senza esercitare una critica.

Ribadisco non parlo delle persone concrete ma dell'idea astratta di trans

I trans concreti non hanno certo bisogno del mio permesso per vivere...

per me è un problema teorico proprio perché si rivolge all'idea di trans non ai trans concreti. nessuno ancora ha risposto a questa domanda:

che cosa vuol dire essere uomo o essere donna?
dipende dal sesso di appartenenza?
se sì non si può essere trans perché chi ha corpo da uomo non può sentire da donna e viceversa.
se non dipende dal corpo e quindi la psiche è staccata dal corpo (cosa di cui io dubito) allora non ha senso operarsi. Se il sentirsi donna o uomo non ha a che fare con l'appartenenza a un corpo sessuato perché preoccuparsi a una adeguamento che non è necessario?

In ogni caso è una illogica conclusione.

Dimostratemi che sbaglio.
Poi da questa mia critica non ne consegue nessuna conseguenza pratica per i e le trans...
E non permetto a nessuno d dire che sia vero il contrario. Grazie per il be confronto.

Alessandro Paesano ha detto...

Transessualismo e omosessualità non hanno nulla a che fare. I le trans sono etero quindi...

Anonimo ha detto...

Caro Paesano se la psiche e il corpo non sono separati come io credo, ha senso il fatto che l'identità si gioca nella dialettica fra questi due concetti.
Non c'è 'cognizione' senza biologia, (Maturana, Varela e altri) e la tua affermazione che la tua identità ha a che fare più con le tue scelte che con il tuo aspetto fisico ha poco senso, poiché anch'esso (l'aspetto fisico) è più o meno frutto di scelte consapevoli o inconsapevoli che siano. Capisco che ideologicamente parlare di aspetto fisico, possa sembrare attribuire valore a cose stupide come farsi la tinta, e che addirittura paragonarle al cambio di sesso ti sembra una bestemmia, ma se pensi quanto tutti vogliano piacersi (o al contrario disprezzarsi) capisci che proprio perché psiche e corpo sono due facce della stessa medaglia, quando parliamo dell'esterno parliamo anche dell'interno e viceversa.
Certo che la pensiamo in maniera diversa: io credo nel diritto di modificare il proprio aspetto fisico quando provoca disagio, poiché sono fermamente convinto che la nostra identità si gioca persino su particolari apparentemente stupidi come quelli che emergono quando uno si guarda in uno specchio.
Claudia ha descritto benissimo questa sensazione, e credo che mettere al centro della propria vita questo sguardo, sia solo un fatto salutare, per tutti e per tutte.
Tempo fa un mio caro amico che soffre di progenismo, e che per questo si è sempre ritenuto brutto, ha deciso finalmente di operarsi. Le persone hanno reagito in modo strano: alcuni lo hanno sottilmente stigmatizzato poiché erano implicitamente invidiosi del fatto che dopo si sarebbe piaciuto di più. Questo è il punto: 'piacersi', 'apparire all'esterno come ci si sente', fa parte della costruzione della propria identità, sia quando ci si mette un dente finto, sia quando si arriva ad esiti più radicali come quelli del cambio di sesso. E capisco anche che possano innescarsi dei dubbi etici, che personalmente quelli sì, li considero frutto di una cultura cristiana, che ha sempre visto anima e corpo come due cose diverse. Credo anche che sentirsi donna o uomo ha anche a che fare con il proprio corpo sessuato, certo!!! Poiché è intorno a quelle immagini che si sono costruite delle dimensioni psichiche fondamentali.
Infine sentirsi donna o uomo, è un concetto talmente generale, che affronterei in termini di pesi. Certo é che sussistono elementi maschili e femminili, in tutti e due i sessi, ma credo anche che ognuno di noi con le proprie sfumature ha ben presente quello che sente come maschile e quello che sente come femminile, e la cosa è talmente vera che spesso si finisce con il definirsi in base al fatto che ti possano piacere o le femmine o i maschi, (vedi categorie di pensiero come eterosessualità, omosessualità, bisessualità e trallallà)...;-)
Quindi non direi che le trans sono etero. Direi che trans, è un termine che ci racconta solo di un percorso misterioso e delicato, sul quale dobbiamo ascoltare moltissimo quello che hanno da raccontarci gli uomini e le donne che lo hanno intrapreso.
Infine: piacersi ti sembrerà un termine banale,una categoria di poco conto, eppure è su questa parola che si giocano molti dei nostri destini.
A presto
Lylo

Alessandro Paesano ha detto...

Guarda, mi attribuisci pensieri e adesioni che non mi appartengono, ma poco male,non mi conosci e mi metti le etichette che vuoi.

Però non offendere la mia intelligenza ho parlato di etica non di morale e ti assicuro che c'è un'etica laica e atea 8quale io sono...). Anzi è proprio da cattolici pretendere di avere l'appannaggio della morale.

IO non tolgo il diritto a nessuno di fare del proprio corpo quello che vuole
Quindi smettila di dirmi il contrario.
Dico solo che i motivi per cui uno si opera non sono clinici, da malattia, ma psicologici, dunque che pertengono la sfera culturale (in senso antropologico) non quella medica. Ci si cambia di sesso perché ci si piace di più in quel modo. Ok. Non ho nulla da ridire a riguardo. Le mie convinzioni personali sono vincolanti solo per me.
ma queste spiegazioni che mi dai, che accetto e che mi sembrano molto più plausibili di altre, sono diverse da quelle che ho criticato e per le quali ho scritto questo post.

I/le trans sono etero nel sesso che un uomo trans che diventa donna certa altri uomini e non donne. Cerca cioè un sesso diverso da quello di arrivo...
In questo senso sono etero...
So che ci sono trans omosesx
cioè donne che divettano uomini per andare con altri uomini, ma qui, scusami, mi sembra una inutile complicanza di ruoli. I ruoli sono sociali e un modo di risolverli è quello di dare loro una connotazione fisica C8ome la componente maschile e femminile che abbiamo ognuno di noi uomini e donne...). Sono concetti, suscettibili di cambiamenti di significato a seconda delle culture... Dunque hanno poco anche fare con la biologia che sembra essere l'unica ragione ufficiale sul transessualismo. In ultima analisi convieni con me non si tratta di un problema oggettivo ma di una scelta soggettiva, non giustificata da una condizione oggettiva e dunque comune, ma da un percorso di vita individuale. Ognuno del proprio corpo fa quello che vuole, ma allora non parlate di trans-sessualismo, parlate di autodeterminazione...

Trovo surrettizio che tu possa affermare che chi critica modificazioni forti del proprio corpo (ma operarsi la mandibola perché sporge non è come tagliarsi il cazzo perdio!) lo fa per una malcelata invidia. Invidia di cosa?

Anonimo ha detto...

Ti risponderò che è invidia di un'autodeterminazione così concreta e così forte, la quale nel suo determinarsi da sè, arriva come dici tu (riducendola e banalizzandola) al taglio di qualcosa che non si sente 'proprio', necessario cioè alla propria identità.
I concetti di invidia, rispecchiamento, ecc., sono fondamentali a mio modo di vedere quando parliamo delle scelte degli altri;
Non voglio attribuirti etichette, e mi scuso se l'ho fatto inavvertitamente; mi sono basato su quello che hai scritto e sui pensieri che mi hai innescato;
Infine nulla è oggettivo per fortuna. I concetti nascono nella mente dell'osservatore e sulla base della sua biologia.
Buon fine settimana
Lylo

Alessandro Paesano ha detto...

sull'invidia non ho proprio capito. credevo ti riferissi a quella di chi critica a cambiamenti non a quella di chi li fa.

Certo che l'invidia è un forte incentivante, ma arrivare a cambiare sesso per invidia... mah.

E' meno maschilista dell'invidia del pene di Freud ma altrettanto pittoresco...

Sull'Oggettività devo darti torto, almeno se lo poni in maniera così labile (e debole).

Ci sono molti dati di fatto che sono oggettivi: non tutti, non sempre, la soggettività non toglie importanza a quel che si dice ma se non ci fosse un po' di oggettività e tutto dipendesse dal unto di vista di ognuno di noi io e te in questo momento probabilmente nemmeno riusciremmo a comunicare perché dovremo "spiegarci" il significato di ogni parola che usiamo...

Grazie ancora.

Anonimo ha detto...

Scusate ma ci tenevo ad esprimere un altro concetto forse dei più importanti, non è una scelta è qusi un obbligo, dalle mie parti si dice o la minestra o la finestra, non ti svegli un mattina e scendendo dal letto esclami, eureca!!!!, da oggi inizierò l'iter x cambiare sesso, non funziona così, è un percorso duro ma talmente tanto duro che se non te lo senti nell'animo farai solo danni a te stesso/a e ad altri, senza dimenticae le leggi che agiscono in materia, leggi, che sia ben chiaro, molto precise riguardanti la materia.

Nera

Anonimo ha detto...

Metà settembre, un raggio di sole le illuminava il viso, aprì gli occhi e in quello sguardo intorpidito, nei suoi occhi si notava un blu più profondo del solito, e sorridevano, mentre nel frattempo una lacrima le scorreva sulla guancia sinistra, il tratto di cammino durato quasi otto ore è stato uno dei più estenuanti e liberatori della sua vita, la strada era ancora lunga ma ormai la sua anima era molto più vicina.

Non voglio commentare specificatamente ciò che scrive il
Sig.Alessandro, volevo solo mettere dei puntini ben precisi.

L'essere transessuale inizia e finisce con l'iniziare del percorso e il finire dello stesso, la parola stessa lo spiega, si danno giudizi critiche opinioni e via dicendo, ma alla fine la maggior parte delle persone opinionano per sentito dire, aver letto o sentito per via dei mezzi di comunicazione, grazie a tutto questo si ha un idea delle persone transessuali pre o post che siano completamente distorta dalla realtà, in poche parole sono un numero molto maggiore di quello che si possa pensare, a tal punto da conviverci, nella stessa città, nello stesso paese, nel posto di lavoro, nella palestra, o sotto le coperte, tutti i giorni ma senza accorgersene.
Una delle cose pìù belle che ti pùo regalare questo percorso "se ne esci positivamente" è il saper non giudicare tutto e tutti ma capire, capire che chi non passa per un qualsiasi problema non può capire.

Altro piccolo punto e non meno importante di cultura generale, anche se già ribadito abbondantemente ma per questione di "cultura" non recepito, il gender e il sex sono due cose distinte, il genere non è la sessualità, chi confonde questo prima di aprire un discorso dovrebbe studiare ciò che scrive, cosa molto semplice nei tempi attuali grazie al proliferare di siti molto esaurienti in materia.

Nera

Alessandro Paesano ha detto...

Grazie Nera per avermi scritto.

Sono d'accordo con te quando dici che non conosco l'argomento in maniera diretta. Non conosco persone trans e sicuramente la mia percezione di loro è deformata a causa dei luoghi comuni diffusi da ogni mezzo di cultura di massa.
Luoghi comuni dai quali, nonostante cerchi di combattere, e se hai letto gli altri post del mio blog sai che è così, non sono affatto immune.

Ma non mi considero uno sprovveduto e dubito che non riconoscerei un trans o una trans. Quando uscì il film La moglie del soldato capii subito che la ragazza in questione era un uomo.

Mi piacerebbe conoscere dei trans, mi piacerebbe anche vederne come dici tu, nelle palestre, nei posti di lavoro.
Temo che, purtroppo, la società ancora non lo permetta e che di trans, nella vita comune, ce ne siano ben pochi. Sono tutti nascosti, o lavorano nelle associazioni GLBT, altrimenti la prostituzione rimane una strada obbligata. A meno che non siano ricchi...
Magari ci fossero tutti 'sti trans nella nostra società. Alla luce del sole. Purtroppo sono ancora tutti nascosti(nascoste)
Io sarei il primo a scendere in piazza per far sì che ciò avvenga.

Questo nonostante i miei dubbi teorici sul transessualismo.

Dubbio teorico non vuol dire ignorare le persone transessuali o mancare loro di rispetto.


Mi accusi di parlare dei trans per sentito dire.
Ti sbagli.
Non parlo dei trans per sentito dire è che analizzo il sentito dire sui trans, i luoghi comuni che ci sono su di loro ed è su quello che parlo e critico.
D'altronde rileggiti i commenti al mio post. Non sono luoghi comuni? frasi fatte? affermazioni tranchant?

Un ultima puntualizzazione.
So perfettamente qual è la differenza tra genere e gender. Il fatto non è che ignoro la differenza è che non sono d'accordo sulla sua validità.
L'unica differenza che riconosco in natura è quella tra uomo e donna, tutte le altre etichette sono delle catene per la sessualità umana che è unica e ci riguarda tutti uomini e donne.

E che una cosa sia scritta anche diffusamente non vuol dire che sia necessariamente vera, altrimenti avrebbe avuto ragione Hitler nel Mein Kampf o la Bibbia dell'antico testamento (il libro del Levitico).

Riconosco di non sapere molte cose sul transessualismo, ma non è insinuando che io sono un totale incompetente che puoi contrargomentare le mie osservazioni...

Sono aperto a un confronto reale, concreto, e intellettualmente onesto,
e tu?

Anonimo ha detto...

Non ti mettere su questa frequenza, non ti ho accusato, ho parlato in generale in base alla mia modesta esperienza.
A un quesito mi devi rispondere sinceramente, come fai a dire che riconosci suito una persona transessuale?. E' importante la tua risposta, così qualcosa la imparo anche io.


Nera

Alessandro Paesano ha detto...

Altro piccolo punto e non meno importante di cultura generale, anche se già ribadito abbondantemente ma per questione di "cultura" non recepito, il gender e il sex sono due cose distinte, il genere non è la sessualità, chi confonde questo prima di aprire un discorso dovrebbe studiare ciò che scrive, cosa molto semplice nei tempi attuali grazie al proliferare di siti molto esaurienti in materia.

E' vero parli in maniera impersonale ma è un chiaro artificio retorico che significa Tu cioè me...

Sono tanti i fattori dai quali capire se un uomo o una donna sono trans:
in ordine di importanza: le mani, le spalle, il pomo di Adamo, la voce, e poi dipende da persona a persona.

Comunque se io andassi a letto con un uomo o una donna che sono arrivati a quel sesso partendo da quello opposto non avrei problema alcuno.

Non ho problemi con le persone, ma con le spiegazioni teoriche come ho scritto nel post e ribadito nei tanti commenti.

In bocca al lupo per il tuo percorso mi piacerebbe saperne qualcosa di più magari anche in forma privata e non qui su queste pubbliche pagine.

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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