5 febbraio 2009

dal blog del direttore de L'Unità

Sono una ragazza di 21 anni, mi drogo e bevo, oggi molto meno di ieri. Trovo un traguardo le settimane senza uno sballo, ma mi chiedo se veramente valga la pena di vivere coscientemente poi spengo la tv e leggo Fromm. Vorrei rivolgermi a chi ha dei figli della mia età o anche più giovani. I vostri bambini non sono diversi dagli altri. Spegnete la tv e parlate con loro, il branco io lo chiamo gruppo, o compagnia, e nel mezzo mi ci trovo bene perchè ho qualcosa da condividere, anche solo dei momenti d'incoscienza totale. Non chiudeteci in gabbie dorate, e abbiate il coraggio di spiarci. Insegnateci a soffrire, non colmate i vuoti coi "giocattoli". Abbracci e carezze, ma anche parole. Se non vi aprite voi, da chi possono imparare i più giovani. Parlate dei vostri sbagli, perchè io sono cresciuta pensando che la mia famiglia fosse perfetta. Mi sentivo costretta a fare altrettanto, e cercavo di evadere da questo. Leggete i libri di Crepet coi vostri amori, ma anche pinocchio topolino. Condividete la preparazione di un dolce, di un sorriso. Se non c'è un contatto col proprio nucleo famigliare, perchè dovremmo volerlo con la realtà.
(cliccate qui per andare al Blog di Concita De Gregorio)

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bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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