6 novembre 2008

Michael Crichton just died


Ho "incontrato" Michael Crichton la prima volta a nove anni. In prima serata insieme a mia madre e mia nonna guardammo Andromeda uno dei capolavori di Robert Wise e ne rimasi profondamente colpito, per i retroscena politici, per la "superiorità" inascoltata degli scienziati, per lo stile di regia (ma esto non era merito di Crichton...).
Poi fu la volta di Wetsworld in italiano banalizzato in "Il mondo dei robot" e rimasi offeso dal nichilismo di fondo, da quegli scienziati chiusi e uccisi dagli sfasci di una tecnologia cui si erano concessi con cieco fideismo. Offeso perché prima ancora che incontrassi Star Trek l'idea che la tecnologia fosse infallibile era già bella che morta.

Agghiacciante fu Coma profondo del quale Crichton fu anche regista. Film dalla trama inquietante quanto probabile e possibile (pazienti mandati appositamente in coma per espiantarne gli organi) con una favolosa Geneviève Bujold...
Non tutto quel che Crichton ha scritto è stato trasposto bene sul grande schermo: Sfera è un film ridicolo ma Crichton rimane l'autore più presente nei film di fantascienza da me preferiti.
Quando ci fu l'ubriacatura mediatica per Jurassic Park e la serie tv E.R. io mi resi conto di quanto provinciali fossero i giornalisti che si "accorgevano" di Michael con tanto ritardo. Per molti lui è l'autore di Jurassic Park (che lessi tutto di un fiato, senza andare a dormire, la notte tra il 14 e il 14 agosto del 1991) ignari di tutti i capolavori che ha scritto prima...
Crichton è morto ieri, a soli 66 anni.
La vera cosa brutta di crescere (e invecchiare) è che tutti quelli più grandi di te che conosci e apprezzi se ne vanno via man mano che passano gli anni.
E poi tocca a te!

2 commenti:

Tamcra ha detto...

Caro Ale,
"La vera cosa brutta di crescere (e invecchiare) è che tutti quelli più grandi di te che conosci e apprezzi se ne vanno via man mano che passano gli anni.
E poi tocca a te!"

Come disse Totò nei Soliti Ignoti, "E' la vita. Oggi a te, domani a lui...".A parte gli scherzi, io ricordo perfettamente Westworld , ossia Il mondo dei robot , però già da allora non mi sembrò un atto di accusa fuori tempo massimo sullo strapotere della scienza, ma piuttosto una favola sulla magia del cinema cannibalizzata e mangiata dalla televisione (non dimentichiamo che il film fu girato nella metà degli anni '70 del secolo scorso -io c'ero!Ah!-, periodo di profonda crisi in USA per il cinema come industria). In fondo Il mondo dei robot, titolo forse più prosaico ma più intelligibile di Westworld per il pubblico italiano, è un po' come Jurassic Park con Jul Brynner al posto del T-Rex. Anche lui sa di essere giurassico in quanto icona di un cinema che non c'è più, e per questo insegue fino alla fine il protagonista Richard Benjamin per vendicarsi, ma anche per dire Io c'ero.Io sono stato. come farà Gigolo Joe (Jude Law) in A.I..di Spielberg.
P.S.: Questo post è stato scritto utilizzando dei tag HTML. Un piccolo passo per il Web, ma uno grande per me.

Alessandro Paesano ha detto...

Io mi riferisco agli scienziati-tecnici che controllano le tre città dei robot dalla sala comando, piena di computer (quelli classici anni 70c con le bobinone come supporti di memoria) che rimangono chiusi dentro la sala comando, condannati a una morte certa quanto tutta la tecnologia va in tilt (il principio è lo stesso di Jurassic Park, hai ragione).
Ecco,quell'immagine di tutti gli scienziati chiusi fuori colpì molto la fantasia di un bimbi di 9 anni...

bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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